Il Tirreno

Pisa

Istruzione

Pisa, un esercito di precari a scuola: più di mille per il sostegno

di Luca Cinotti

	Ragazzi in classe durante una lezione (foto d'archivio)
Ragazzi in classe durante una lezione (foto d'archivio)

Le immissioni in ruolo concesse del ministero non sono sufficienti neanche per coprire i “buchi” tra i docenti. Situazione molto complicata anche per il personale Ata

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Sarà un anno scolastico, l’ennesimo, all’insegna del precariato. Alla prima campanella, il 15 settembre, saranno tanti i supplenti sia all’interno del corpo docente – in particolare nel sostegno – che nel personale Ata. Sperando che la prima “tornata” di nomine riesca a coprire gran parte dei posti vuoti.

Il corpo docente

Partiamo dai numeri secondo la ricognizione effettuata dall’Ufficio scolastico regionale, per la provincia di Pisa i posti rimasti scoperti dopo le mobilità degli insegnanti sono 172, ai quali vanno aggiunti altri 22 che “nascono” dall’unione di spezzoni orari in diversi istituti (le cosiddette cattedre esterne). Si arriva, dunque, a quota 194. Sul versante opposto, il ministero ha autorizzato per la nostra regione l’immissione in ruolo di un contingente di 2.168 docenti rispetto a un fabbisogno complessivo di 2.423. Quindi, già in partenza, non tutti i fabbisogni saranno soddisfatti e anche in provincia di Pisa ci sarà qualche decina di cattedra vacante. In secondo luogo, non è detto che l’individuazione degli istituti da parte dei docenti che si trovano nelle graduatorie dei concorsi premi in maniera uniforme tutte le province della Toscana.

Ma, soprattutto, c’è la questione del sostegno. Perché – come sempre avviene in estate – l’Ufficio scolastico regionale, dopo aver raccolto le indicazioni e le richieste dall’articolazione provinciale e dalle singole scuole, adegua il numero dei docenti di sostegno alle effettive necessità degli istituti, sulla base delle certificazioni arrivati. Risultato: per la provincia di Pisa questo adeguamento porta 1.279 docenti in più, che vanno a sommarsi agli 804 del cosiddetto “organico di fatto” e ai 44 del potenziamento portando a un totale di 2.127 docenti di sostegno, secondo valore in Toscana dietro la sola provincia di Firenze. Il punto è che i docenti in deroga saranno precari, oltre al fatto che già in provincia mancano 36 insegnanti di sostegno già nell’organico di diritto, cioè quello che dovrebbe essere “fisso”. Una situazione che, ovviamente, si ripercuote anche sui 2,743 alunni e studenti della provincia che vengono considerati con disabilità ai sensi della legge 104.

Le assegnazioni delle supplenze da Gps, le graduatorie provinciali per le supplenze, sono attese tra il 28 e il 31 agosto. Sarà la prima tornata, quella nella quale verrà assegnata gran parte dei posti disponibili. Posti di lavoro che però, rimangono precari. E che si portano dietro una serie di altri problemi burocratici: sono diversi, inftti, i docenti e anche il personale Ata che attendono ancora il Tfr 2025 o hanno incontrato problemi nell'accesso alla disoccupazione a causa di difficoltà nella trasmissione dei dati tra ministero dell’Economia e delle Finanze e Inps.

Il personale Ata

I problemi del personale non affliggono solo il mondo dei docenti. Anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliare non se la passa meglio. Anche in questo caso sono i numeri a spiegare bene come stanno le cose. I posti disponibili sono in provincia 224: 145 come collaboratore scolastico (cioè i bidelli), 63 come amministrativi e 16 come tecnici. Il contingente autorizzato per le immissioni a ruolo prevede invece l’assunzione di 56 collaboratori, 20 amministrativi e quattro tecnici. In totale 80 nuovi ingressi, poco più di un terzo di quelli che servirebbero realmente. Con il risultato di mettere in difficoltà le scuole che di questo personale ha assoluta necessità per garantire il funzionamento e l’erogazione dei servizi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La polemica

Pistoia, don Biancalani posta la Pietà di Michelangelo con un migrante al posto di Cristo: «Morto come suo figlio, ucciso dall’indifferenza»

di Giancarlo Fioretti