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Terremoto in Toscana

La terra trema a Pisa e scatta l’allarme per la Torre: i dati trasmessi in tempo reale all’Università. Come funziona il sistema che controlla ogni movimento

di Francesco Loi

	Un'immagine simbolo della piazza
Un'immagine simbolo della piazza

Un sistema di sensori rileva i movimenti che vengono letti dagli esperti: dopo la scossa più forte di martedì mattina i turisti sono stati fatti uscire, ma sono rientrati poco dopo

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PISA. Quando si è verificata la scossa di terremoto più forte, i turisti sono stati fatti uscire da tutti i monumenti di Piazza dei Miracoli. Poi il controllo dei dati rilevati attraverso i sistemi di misurazione fino al via libera alla riapertura in un tempo abbastanza contenuto. Nei momenti in cui la terra ha tremato, uno dei pensieri di molti è andato alla Torre pendente e ai possibili effetti sulla sua iconica inclinazione.

«La botta è stata avvertita distintamente. Abbiamo tenuto sempre monitorata la situazione, anche grazie all’ingegner Nunziante Squeglia dell’Università di Pisa al quale è affidata la lettura dei dati che arrivano dal nostro sistema di sensori posizionati sui monumenti. Non sono stati rilevati problemi di staticità e le decisioni sono state prese di conseguenza», dice Gianluca De Felice, segretario generale dell’Opera della Primaziale Pisana, l’ente che gestisce i monumenti di piazza del Duomo.

La Torre di Pisa è uno dei monumenti più monitorati al mondo dal punto di vista strutturale. Dopo i grandi interventi di consolidamento conclusi nei primi anni Duemila, è stata dotata di un sistema permanente di controllo che permette di verificare continuamente la sua stabilità.

Il Cesi

È il Cesi (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano) il soggetto che monitora la Torre da anni, registrando le misure acquisite dai sensori installati. «Sì, il Cesi raccoglie i dati e il Dipartimento d’Ingegneria di Pisa, insieme al professor Donato Sabia del Politecnico di Torino, li analizzano», aggiunge De Felice.

Se il professor Squeglia è docente di Geotecnica all’Unipi, Sabia è un professore associato di Ingegneria Strutturale e docente di Ingegneria Sismica.

Il sistema automatico di monitoraggio è stato installato sulla Torre, nella sua prima versione nel 1992, per poter controllare i movimenti del campanile registrando le misure acquisite dai sensori. In sintesi, il monumento è tenuto sott’occhio attraverso una combinazione di monitoraggio geotecnico del terreno, monitoraggio strutturale della muratura, rilievi topografici e satellitari, sensori per vibrazioni e condizioni ambientali. La misurazione più importante resta quella della pendenza ottenuta in continuo dalle misure dei sensori definiti telecoordinometrici.

Inoltre la misurazione dell’apertura e chiusura delle fessure più importanti è realizzata utilizzando dei sensori di spostamento (detti deformometri). Ci sono poi i sensori piezometrici, posizionati nei quattro punti cardinali all’esterno della Torre, che misurano l’altezza della falda acquifera a ridosso del campanile. I sistemi di monitoraggio installati sulle strutture rilevano non solo gli spostamenti assoluti, le variazioni di apertura delle lesioni e di temperatura, il carico del vento, i cedimenti delle fondazioni, ma anche le vibrazioni a cui è sottoposta la struttura: rumore ambientale, traffico e anche gli eventi sismici.

Il monitoraggio

Tutti questi strumenti inviano ai tecnici che seguono il monumento una serie di dati che vengono confrontati con modelli matematici e con le misure storiche raccolte da decenni. Se un parametro supera determinate soglie vengono eseguite analisi approfondite e, se necessario, interventi di manutenzione. Grazie ai lavori di consolidamento effettuati tra il 1990 e il 2001, la Torre è stata raddrizzata di circa 40 centimetri e riportata a un’inclinazione simile a quella dell’inizio dell’Ottocento.

Da allora il monitoraggio ha mostrato che la struttura è stata molto stabile, tanto che negli ultimi anni sono stati osservati persino lievi e graduali miglioramenti nell’assetto dovuti all’assestamento del terreno dopo gli interventi di salvaguardia.

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