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Pisa, Tari: è caccia agli evasori per bollette meno salate

di Francesco Loi
Pisa, Tari: è caccia agli evasori per bollette meno salate<br>

Illustrati i nuovi metodi per scovare chi non è iscritto alla tassa: incrocio dati con il catasto, controlli diretti, rilevatori elettronici

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PISA. Caccia agli evasori della Tari, la tassa sui rifiuti. Obiettivo: attraverso una più ampia ripartizione dei costi, avere finalmente una bolletta meno salata. «Nel biennio avremo un leggero calo». Questo quanto emerso dalla seduta della prima commissione consiliare di ieri. «Qui abbiamo una tariffa Tari anomala e un triste primato, in gran parte involontario, sul quale in molti hanno speculato politicamente», ha detto Maurizio Nerini, capogruppo di Fratelli d’Italia, introducendo la commissione che aveva come oggetto i meccanismi di verifica delle mancate iscrizioni alla Tari e dunque la loro emersione. A rispondere, anzitutto, l’assessora all’ambiente Elena Del Rosso e Roberto Papini del Settore rifiuti dell’amministrazione comunale.

Sul fronte del contrasto a situazioni di evasione della tassa comunale «abbiamo cambiato il metodo di lavoro – ha detto Del Rosso – partendo con metodo scientifico dall’osservazione del problema per capire i motivi del fenomeno dei tanti abbandoni di rifiuti. Seguendo la spazzatura abbiamo visto che in molti casi la problematica è legata alla mancata iscrizione al servizio Tari e, in parte, a una componente sociale. Il dimensionamento dei contenitori per la raccolta dei rifiuti viene fatto in base al numero degli iscritti che sappiamo gravitare in una certa area. In alcune zone abbiamo verificato che non bastavano mai, quindi ci siamo concentrati su quelle zone e abbiamo trovato sacche di mancati iscritti».

Il cambiamento di metodo per favorire l’emersione dell’evasione si riferisce in particolare al catasto. «A ogni foglio di particella – ha aggiunto l’assessora – sappiamo che deve corrispondere un pagatore, che sia il proprietario, l’affittuario, un comodatario o altro. Incrociando questi dati abbiamo visto quelle che erano le criticità. In alcune zone siamo arrivati fino al 15% di mancate iscrizioni, come al Villaggio Aurora, mentre stiamo facendo un lavoro su Ospedaletto dove abbiamo trovato molte aziende senza iscrizione e ci stiamo concentrando anche su zone critiche del centro storico. I risultati ci stanno premiando».

Le attività anti-evasione stanno proseguendo. «L’infrastrutturazione della città con cassonetti stradali completi o solo per l’indifferenziata – è stato detto in commissione – costringerà le persone a dotarsi della tessera per conferire i rifiuti. Automaticamente emergeranno situazioni di evasione soprattutto nelle sacche dei grandi condomini dove è più difficile intervenire. Una parte importante di questa attività viene svolta nelle zone industriali: Ospedaletto, Montacchiello, viale D’Annunzio e le altre aree più strettamente commerciali e produttive».

Nei nuovi modelli di raccolta, passaggio verso la tariffazione puntuale, l’utilizzo di cassonetti intelligenti e di sistemi di identificazione dell’utente (con tessera o codici di riconoscimento) consente infatti di associare il conferimento dei rifiuti all’utenza che lo effettua facendo emergere le utenze “fantasma”. Nel corso dell’anno il sistema di raccolta con identificazione dell’utente grazie a cassonetti elettronici, bidoncini o sacchi dotati di rilevatore integrato sarà progressivamente esteso all’intero territorio comunale.

C’è poi la parte dei controlli. Agli ispettori ambientali il compito soprattutto di fare verifiche nei condomini, mentre sul litorale a muoversi è la polizia municipale. Inoltre, ha aggiunto Del Rosso, «stiamo riorganizzando il servizio di raccolta del cartone e dell’organico per gli esercizi commerciali che non sta dando i risultati sperati».

Riguardo all’obiettivo di abbassare la Tari, «le prospettive del biennio – è stato detto in commissione – sono di un contenimento significativo degli aumenti. Si dovrebbe andare in lieve calo. In una situazione congiunturale critica per le materie prime più care e il rinnovo del contratto collettivo di lavoro per le aziende di igiene urbana (più 13%), aumenti che si riversano sui costi del servizio, è un risultato significativo. Un contributo arriva proprio dall’ottimizzazione del ciclo di raccolta e dal recupero dell’evasione. In questo modo la torta dei costi viene ripartita su più utenze».

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