L’inchiesta
A Cisanello c’è Symani, il nuovo robot per la microchirurgia: è l'unico in tutta la Toscana
Inaugurazione della piattaforma nelle sale dell’Edificio 30: è indicato per le anastomosi negli interventi di chirurgia plastica, neurochirurgia periferica, chirurgia della mano, oftamologia, chirurgia maxillo-facciale e otorinolaringoiatria
PISA. Dopo il sopralluogo al cantiere, la visita del presidente Eugenio Giani e dell’assessora Monia Monni è proseguita all’Edificio 30 a Cisanello dove è stata inaugurata la piattaforma robotica per la supermicrochirurgia Symani, indicata per le anastomosi negli interventi di chirurgia plastica, neurochirurgia periferica, chirurgia della mano, oftamologia, chirurgia maxillo-facciale e otorinolaringoiatria. Al momento è l’unica piattaforma in Toscana e in dotazione solo in altri quattro centri in Italia.
«Un ulteriore tassello nel segno dell’alta tecnologia e dell’innovazione al servizio della collettività, dal momento che l’Aoup – scrive l’azienda – è stata pioniera dello sviluppo di nuove tecniche mininvasive e della chirurgia robotica già nel lontano 2001 con l’acquisizione del primo sistema robotico Da Vinci. Oggi i robot Da Vinci in dotazione nel Centro multidisciplinare di chirurgia robotica sono diventati quattro, con una casistica di oltre 1.800 interventi l’anno declinati in quasi tutte le specialità chirurgiche». L’arrivo di Symani porta a 5 la dotazione complessiva di sistemi robotici.
La giornata pisana di Giani e Monni era cominciata al presidio storico del Santa Chiara. «Ci piaceva lanciare prima uno sguardo al vecchio Santa Chiara e alle sue molteplici eccellenze – ha detto Giani – prima di tornare sul cantiere dove sta nascendo il nuovo ospedale» che, come ha sottolineato la direttrice generale dell’Aoup, Katia Belvedere, «si caratterizza da sempre per l’alta complessità dei casi trattati e un’attrattività del 16% di pazienti da tutta Italia».
E in questa attrattività rientra anche il Dipartimento materno-infantile: l’Aoup è tra i centri di riferimento in Italia per la cura dei tumori ovarico e dell’endometrio, con una Neonatologia di terzo livello, una Unit di Medicina materno-fetale per le gravidanze ad alto rischio avanzato di riferimento per l’area vasta nord-ovest, un percorso nascita che ha ottenuto anche la certificazione Unicef e il Centro di formazione e simulazione Nina per l’addestramento del personale in caso di parto in gravidanza ad alto rischio e nella gestione del neonato critico.
Proprio il Centro Nina è stato la prima tappa al Santa Chiara. Giani e Monni hanno potuto visionare come il centro (ormai di riferimento a livello nazionale per l’elevata esperienza maturata negli anni nella formazione in simulazione della gestione del rischio clinico in ambito materno-infantile e un ruolo importante anche nella cooperazione sanitaria internazionale, con un progetto già completato in Tanzania) sia dotato di manichini interattivi, attrezzature e tecnologie ad alta fedeltà che ricreano esattamente le condizioni di una sala parto e di una terapia intensiva neonatale (con sala regia, telecamere digitali su cui registrare le simulazioni dei vari casi clinici, aula per il debriefing e per i corsi riservati). Il tutto utilizzando gli strumenti della simulazione e della realtà aumentata, in un’ottica di costante sperimentazione e avvio di progetti innovativi in partnership con altre istituzioni.
Sempre al Santa Chiara, seconda tappa della visita all’Edificio 18 che ospita la Radiodiagnostica 1, dove i professionisti del Dipartimento di Medicina radiologica, nucleare e di laboratorio hanno illustrato il ruolo della radiologia forense pisana nel sistema sanitario regionale, riconosciuta tra i quattro centri italiani di livello internazionale per l’expertise maturato a supporto dell’attività legale. In particolare, è stata descritta l’applicazione di questa disciplina in ambito forense con le tecniche più avanzate di diagnostica per immagini (raggi X, TC, RM) a supporto dell’attività giudiziaria in casi di cronaca anche di rilevanza nazionale e per gli incidenti sul lavoro.
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