Il Tirreno

Vandalismo

Elba, quattro colpi da arma da fuoco contro i vetri del dissalatore – La denuncia e le ipotesi

di Claudia Guarino

	La vetrata del dissalatore (foto archivio) 
La vetrata del dissalatore (foto archivio) 

L’impresa che sta gestendo il cantiere del dissalatore, comunque, ha sporto denuncia contro ignoti e Asa, da parte sua, fa sapere che sta seguendo l’evoluzione della situazione in attesa di ulteriori riscontri

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CAPOLIVERI. Si sono avvicinati e hanno sparato ai vetri del dissalatore con una carabina, danneggiandone quattro. È mistero sia sugli autori del gesto sia sulle tempistiche di attuazione. Nel senso che i tecnici di Asa sono venuti a saperlo martedì, accorgendosi di alcuni fori, ma il fatto potrebbe essersi verificato anche nei giorni addietro.

La denuncia

L’impresa che sta gestendo il cantiere del dissalatore, comunque, ha sporto denuncia contro ignoti e chi ha effettuato i sopralluoghi ritiene plausibile ritenere che il danneggiamento possa essere stato causato da colpi di arma da fuoco, probabilmente di una carabina. Asa, da parte sua, fa sapere che sta seguendo l’evoluzione della situazione in attesa di ulteriori riscontri.

L’opera

Il dissalatore, il cui collaudo dovrebbe completarsi entro fine anno, è collegato al progetto di Asa che coinvolge Mola, nel Comune di Capoliveri. Si tratta di un impianto - osteggiato da chi lo ritiene un’opera inutile e costosa - che ha richiesto un investimento di oltre 23 milioni di euro e che consentirà di produrre a regime quai 2,5 milioni di acqua dissalata. L’obiettivo è coprire i picchi di consumo che caratterizzano l’Elba nei mesi estivi così da limitare lo sfruttamento della falda in Val di Cornia, territorio in cui la risorsa idrica pecca in qualità e quantità. Il dissalatore è sostanzialmente completato: le opere conclusive hanno previsto l’intervento sui pozzi per garantire, insieme alle acque della dorsale, la miscelazione e quindi la rimineralizzazione delle acque in uscita dal dissalatore, prima di essere avviate alla distribuzione e al consumo. Sono state completate poi tutte le opere di collegamento idraulico a terra con la dorsale elbana e con l’opera di presa e restituzione a mare, la vasca intake e le cabine di clorazione a Lido di Capoliveri. Già realizzate anche le condotte in acciaio di presa e di restituzione della salamoia. La costruzione di queste condotte è avvenuta per un primo tratto di circa 200 metri dalla costa, in scavo, completato con l’impiego del pontone galleggiante utilizzato anche per il traghettamento delle condotte da Piombino alla zona di varo.

I contrari

Chi è contrario all’opera, d’altra parte, sostiene che il progetto sia discutibile in quanto l’impianto porterebbe con sé rischi ambientali connessi, per esempio, agli scarichi, compreso quello della salamoia in mare. Il timore è che ciò possa provocare danni alla posidonia e all’habitat marino del golfo. C’è inoltre chi ritiene che il dissalatore non sarebbe comunque sufficiente a soddisfare il bisogno idrico dell’Elba.

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