Il Tirreno

Economia

Piombino, un nuovo distretto super green creerà 400 posti di lavoro: «Pronto in tre anni» – Il progetto e le caratteristiche

di Ilenia Reali

	Il rendering del distributore
Il rendering del distributore

Allo stato attuale ci sono state una ventina di richieste da parte di aziende che hanno scelto di insediarsi nel nuovo, piccolo, distretto: entro ottobre ci saranno le assegnazioni delle aree già urbanizzate

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Se ne parla da anni e anni e l’iter è costellato dall’approvazione di documenti, bandi, opere di urbanizzazione. Il primo atto risale al 2009 quando fu approvata la prima variante al piano regolatore generale per individuare l’area produttiva e artigianale. Ad ottobre sono previste le prime assegnazioni degli stralci dell’area, 33 ettari, destinata a diventare un distretto tecnologicamente avanzato, quasi totalmente omogeneo e "abitato" da aziende dei settori dell’energia e dei nuovi materiali. Ce ne sarà almeno una che si occupa della desalizzazione dell’acqua di mare. Il fine del resto è quello di produrre Green Hydrogen in connessione con la desalinizzazione dell’acqua di mare. La fonte energetica più virtuosa di tutte.Sarà un distretto artigianale-industriale completamente nuovo nella concezione dal momento che «si dovrà autoprodurre il calore, l’energia, i servizi. E si dovrà fare senza emissioni e con l’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili». Un progetto, che ha il vincolo di autosufficienza dell’ 80 per cento, la cui realizzazione - non sfuggirà - è tecnicamente molto difficile perché, spiega Marco Calderazzo, presidente del cda dell’area Apea , «se ci limitassimo a riempire di fotovoltaico i tetti con sotto un’industria, l’energia prodotta, sarebbe appena sufficiente a garantire il 10 per cento dell’energia necessaria, non certo il 100 per cento».

Le assegnazioni

Allo stato attuale ci sono state una ventina di richieste da parte di aziende che hanno scelto di insediarsi nel nuovo, piccolo, distretto. Ed entro ottobre ci saranno le assegnazioni delle aree già urbanizzate. Contemporaneamente sarà pubblicato un nuovo bando per assegnare le aree "pronte" da quest’estate. Al termine del progetto il distretto sarà formato da 30-35 aziende, il numero che varia a seconda della grandezza dei lotti assegnati a ciascuna realtà imprenditoriale. «Contiamo - commenta Calderazzo -di terminare il distretto entro tre anni. Il tempo a disposizione sarebbe di cinque ma trattandosi di un sistema complesso e connesso sarà necessario che l’inizio delle attività avvenga tutto insieme. Si tratta di fatto di un sistema energetico collegato e quindi il riempire le aree, il costruirle e il consentire il riutilizzo anche dei cascami di calore per generare caldo e fresco per gli insedianti».

La tipologia di aziende

Saranno realtà tutte toscane e seppur omogenee come settore di riferimento operano, con ricerca e produzione, su più segmenti. I nomi delle aziende in questa fase dell’iter non si può pubblicizzare ma, oltre a quelle che si occupano della desalinizzazione dell’acqua di mare, (come detto), ce ne sarà una che produce particolari pannelli in alluminio con inserito il fotovoltaico per realizzare direttamente le coperture.«L’azienda - dice Calderazzo - farà una linea produttiva con celle fotovoltaiche laminate direttamente sullo strato di alluminio, protetto con dei polimeri, per evitare che si spacchino con la grandine. In alcuni casi infatti gli insedianti sono attratti dal fatto che alcuni loro manufatti potranno essere utilizzati per realizzare gli edifici dell’area. Non sarà così per tutte le aziende ovviamente». Una seconda azienda fa materiale edile con la canapa, prodotto che sostituisce il cartongesso. «Si tratta di un materiale leggero, veramente isolante e riciclabile», aggiunge Calderazzo. L’occupazione complessiva prevista una volta a regime («molte aziende lavoreranno su tre turni») è stimata tra 300 e 400 persone.

La scelta di Piombino

Piombino non è tradizionalmente una delle aree più attrattive della Toscana. Per i problemi logistici, principalmente. Qual è quindi il motivo che porta aziende non del territorio a investire qui? «Per quanto riguarda l’area, dal momento che ha goduto di finanziamenti pubblici, comporta un notevole risparmio nell’acquisto del terreno urbanizzato. Poi ci sono i vantaggi nati dalle scelte del soggetto gestore: queste energie che si producono consentiranno il risparmio di un 35% dei costi. Inoltre cominciano ad essere sempre di più le attività, se non prettamente artigianali, che apprezzano il fatto di essere molto vicine a un porto».

Il distributore

A servizio dell’area (e ovviamente non solo) ci sarà anche un distributore. Inizialmente era previsto un classico distributore di carburante mentre ad oggi il progetto è completamente cambiato.«Realizzeremo un’area anche in questo caso autoalimentata da fotovoltaico e da turbine micro-eoliche (da un metro di diametro). Le pompe avranno ricariche ad altissima potenza, una pompa sarà ad idrogeno e una a metano».Il rendering dell’area del distributore, pubblicato in alto, dà una prima idea anche della parte estetica del distretto. Particolare attenzione sarà infatti dedicata alle scelte architettoniche lontane dai classici capannoni tradizionali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In Primo Piano

La tragedia

Muore nell'incidente in moto sulla strada della Futa: riaperto il tratto chiuso al traffico

di Redazione web
Turismo: le nostre guide