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Montecatini

Il fatto

Vandalizzate le auto dell’Asl al Centro di salute mentale di Montecatini

di Luca Signorini

	Una delle auto con le scritte
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Una delle auto con le scritte

Scritte a pennarello su sei mezzi parcheggiati fuori dalla struttura

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Montecatini Le automobili come sempre erano posteggiate nel piccolo parcheggio affacciato su via Nazario Sauro e alcune anche nei posti riservati lungo la strada. La scoperta la mattina di lunedì 26 ottobre da parte degli operatori della struttura, al rientro al lavoro: sei auto di proprietà dell’Asl Toscana Centro erano state vandalizzate. L’episodio al Centro di salute mentale tra via Sauro e via Tripoli, dall’altro lato della strada della caserma dei carabinieri.

Le fiancate dei mezzi sono state ritrovate tutte con scritte a pennarello: parole incomprensibili, senza significato apparente, scarabocchi. Vergate insomma solo per lasciare un segno, da quanto si apprende, ma tanto basta per far riemergere qualche timore e un po’ di preoccupazione tra i dipendenti del presidio sanitario a un passo dal centro di Montecatini.

Danni non gravi dunque ai veicoli dell’Asl, con le scritte che sono state ripulite facilmente nel corso della mattinata. I pneumatici sono rimasti intatti così come specchietti e finestrini, nessun graffio sulla carrozzeria, come hanno potuto verificare gli operatori che si sono occupati di cancellare le scritte apparse sugli sportelli delle sei automobili prese di mira. Ed è per questo che nella struttura serpeggia la convinzione che l’autore (o gli autori) di questo atto di vandalismo sia una persona seguita dal Centro di salute mentale, probabilmente convinta di aver subito un qualche tipo di torto da medici e infermieri nell’affrontare il suo percorso di cura.

Sembrerebbe esclusa dunque la ragazzata, il vandalismo fine a se stesso per colpa di ignoti. È comunque partita la denuncia ai carabinieri, che cercheranno di fare piena luce su quanto accaduto tra la scorsa notte e l’alba in via Nazario Sauro. Nella zona ci sono telecamere che potrebbe aiutare a identificare chi ha utilizzato il pennarello sulla livrea.

Come detto, nonostante tutto si sia risolto senza particolari conseguenze, l’episodio ha generato degli strascichi tra chi lavora nella struttura sanitaria cittadina. Gli operatori presenti non hanno infatti nascosto le loro preoccupazioni, a prescindere dallo stato dei beni e dalle cose, soprattutto per la loro sicurezza personale, a maggior ragione in un servizio che si occupa di persone con disturbi cognitivi.

«Guardi questa sede – hanno detto alcuni di loro – non ha vie di fuga, ma un’unica scala per l’accesso e l’uscita verso l’esterno. Se un paziente dovesse rivoltarsi contro di noi, l’unica possibilità che abbiamo è affrontarlo, con tutto quello che ciò comporta, non sapendo a che tipo di reazione potremmo trovarci di fronte, più o meno violenta. Non possiamo insomma fuggire e far intervenire le forze dell’ordine. L’unica speranza è che non accada mai nulla».

Momenti di tensione e anche vandalismi non sono nuovi al Centro di salute mentale, oggetto anche in passato di episodi simili a questo più recente delle auto vandalizzate. E dunque i lavoratori rinnovano ancora una volta la loro richiesta di sicurezza, prima che succeda qualcosa di più grave. l

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