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Montecatini, terme all’asta: il 21 ottobre si riunisce la commissione per dare l'ok – Perché è un passaggio cruciale

di Luigi Spinosi

	Lo stabilimento Tettuccio, simbolo delle terme di Montecatini
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Lo stabilimento Tettuccio, simbolo delle terme di Montecatini

Annuncio del sindaco Del Rosso in apertura di consiglio comunale. Passaggio determinante per poter poi emettere i bandi di vendita

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MONTECATINI. Vendita delle Terme, c’è una data. No, non è quella dell’asta, ma quella, comunque determinante, per poter arrivare all’atteso bando. La notizia è arrivata in apertura di consiglio comunale al momento delle comunicazioni del sindaco: «Il 21 ottobre le schede per la cessione delle Terme – ha esordito il primo cittadino Claudio Del Rosso – andranno alla famosa commissione Corepacu del ministero dei Beni Culturali per poter poi procedere alla vendita degli immobili». La Corepacu (acronimo di Commissione regionale per il patrimonio culturale) è l’organo che deve esprimere l’autorizzazione alla vendita. Un parere vincolante senza il quale non si potrebbe andare all’attesa asta.

«Arriviamo a questo giro di boa in ritardo di almeno quattro anni», ha proseguito Del Rosso, il quale ha poi evidenziato il gran lavoro svolto dalla Soprintendenza, chiamata a preparare la documentazione da presentare alla commissione. «Soprintendenza di Lucca che ha svolto un lavoro eccezionale – ha continuato il sindaco – hanno svolto in otto mesi un lavoro che avrebbe avuto bisogno di due anni almeno. E ricordo, per onor di cronaca, che la competenza sulla provincia di Pistoia è stata spostata alla Soprintendenza di Lucca senza l’aggiunta di nemmeno un dipendente per questo ente» .

Adesso, per continuare a usare le parole del sindaco, diventa tutta un ’altra partita: «Ci sono altri passaggi, ma finalmente siamo arrivati a questo momento ritardato da tutta una serie di fattori». A quel punto la domanda nell’aria era una. E a farla è stato il consigliere Alessandro Sartoni: a questo punto quando saranno emessi i bandi per la vendita?

Presupponendo (ma su questo c’è un certo ottimismo) il via libera della Corepacu dare una risposta, anche solo azzardata, al momento non è possibile. Una cosa di cui tutti erano consapevoli, compreso lo stesso Sartoni, come aveva premesso nel suo intervento.

E infatti da Del Rosso, a parte una battuta («La mia speranza è che l’asta venga bandita il 22 ottobre») non si è sbilanciato nemmeno su grandi linee: «Prima bisogna capire cosa esce dalla commissione. Abbiamo buone speranze, dopodiché c’è l’iter dell’asta. In tutti c’è la volontà di fare il prima possibile. Però sono già state bandite due aste, quindi la “scatola c’è già”. Insomma, la speranza è che siano fatte in tempi abbastanza brevi. Non dico i tempi in cui spero, ma tutti noi si stanno aspettando queste aste con molta molta ansia, però questo passaggio è quello più importante, perché senza non poteva essere fatta l’asta».

Asta che, come è noto, non è destinata a questo giro ad andare deserta, al contrario dei due precedenti che sono state citate e che, in un cero senso per fortuna, non trovarono offerenti, dal momento che mancava proprio il via libera del Corepacu (e quindi, come ha rammentato Del Rosso, sarebbero state illegali).

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