Il Tirreno

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Il giorno del lutto

Morta nell’incidente a Pescia, il parroco: «Abbiamo bisogno di abbracci, soltanto l’amore può indicarci la strada per superare il dramma»

di Luca Signorini
Un momento dei funerali e la 51enne scomparsa
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Un momento dei funerali e la 51enne scomparsa

Le parole del don nella toccante cerimonia per l’ultimo saluto a Roberta Battaglini. Il sindaco: «La comunità sarà a fianco della figlia Ginevra, non la lasceremo sola»

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PESCIA. Grande commozione e dolore nella folla che ieri, 2 ottobre, in Santo Stefano ha dato l’ultimo saluto a Roberta Battaglini, la 51enne tragicamente deceduta nel terribile incidente frontale di una settimana fa sulla regionale Lucchese, tra Ponte all’Abate e il Cardino, schianto che ha coinvolto tre auto e ha provocato anche tre feriti.

La comunità listata a lutto ha fatto sentire la propria vicinanza alla figlia Ginevra, rimasta orfana di entrambi i genitori, ora la mamma e nel gennaio 2025 il padre, Massimo Giuntini. Una vicinanza non solo fisica e a parole, ma con gesti concreti, viste le tante donazioni effettuate nella raccolta fondi in favore della 19enne promossa da numerose associazioni cittadine, a partire da San Quirico, dove la famiglia abitava, e Castelvecchio, in Valleriana.

«Fra tutte le parole dette e non dette in questi giorni di dolore e di sconvolgimento, sia la parola di Gesù a entrare nei cuori di Ginevra, dei parenti, di tutti gli amici di Roberta – ha detto il parroco, don Valerio Mugnaini – di fronte a questa sofferenza ci sentiamo piccoli. Quando si è piccoli non si riesce a capire e a trovare una ragione del perché, adesso abbiamo bisogno di essere abbracciati, succede quando si soffre, si sta male, si è impauriti. La città di Pescia si è resa capace di questo abbraccio, fatto di amicizia, amore, vicinanza. Ci vogliamo bene, siamo capaci di tessere legami profondi che ci rendono una cosa sola».

«Roberta è una nostra figlia, una nostra sorella – ha aggiunto – non riesco a togliermi dalla testa le parole che Roberta ha voluto consegnare pochi giorni fa nell’anniversario del matrimonio con Massimo. Perché l’amore è più forte della morte: noi dobbiamo camminare in quest’ottica, come l’amore tra Roberta e Massimo. Per noi quell’amore ha un volto e ha una storia, ed è Ginevra. Facciamo sì che questo amore ci indichi la strada nel buio, perché oggi siamo al buio. Noi chiediamo abbracci e amore».

Il sindaco Riccardo Franchi: «È veramente difficile provare a darsi una spiegazione e trovare conforto. Dobbiamo pensare che Roberta abbia potuto riabbracciare Massimo, con l’unico obiettivo di continuare a guidare nella vita Ginevra. Saremo anche noi al tuo fianco, tutta la comunità sarà al tuo fianco».

Dall’associazione Convivio, vicina alla famiglia, altre parole di cordoglio: «Un fulmine a ciel sereno quello che ha squarciato il cuore di tutti noi e bruscamente risvegliato da una notizia che ci ha fatto fermare nel respiro, nelle parole e nel tempo, mentre le lacrime ricoprivano i nostri occhi. Il pensiero è andato subito alla figlia Ginevra. Di Roberta vogliamo ricordare la gentilezza e la vicinanza, una sorta di testimone di partecipazione ricevuto da Massimo».

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