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Montecatini

Il futuro della città

Montecatini, vendita all’asta delle Terme. Il bando uscirà il 15 ottobre

di Simona Peselli

	Lo stabilimento Torretta (foto Nucci)
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Lo stabilimento Torretta (foto Nucci)

Si apriranno poi i 60 o 90 giorni per convocare la gara vera e propria e valutare le buste delle offerte sui singoli edifici del patrimonio cittadino

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Montecatini Finalmente c'è la data. Dopo un'estate di attesa e tempi slittati, il 15 ottobre è il giorno da segnare sul calendario col bollino rosso: uscirà infatti il bando cosiddetto a “spezzatino” che permetterà la vendita a singoli lotti del patrimonio della società Terme di Montecatini spa.

A quel punto gli organi della procedura di concordato preventivo in continuità decideranno se resterà in pubblicazione 60 oppure 90 giorni (questi il numero dei giorni previsti dalla legge). Nei primi mesi del 2027 (i più ottimisti parlano addirittura di fine gennaio) è attesa la gara pubblica con l’apertura delle buste: tra i protagonisti certi ci saranno la Regione Toscana, il Comune di Montecatini Terme e la società Apt Terme, il gruppo privato con a capo l'imprenditore pratese trapiantato a Firenze Claudio Cardini, titolare della Human Company attiva nell’accoglienza soprattutto en plein air, che ha presentato un'offerta irrevocabile d'acquisto di circa 15 milioni di euro per aggiudicarsi i beni non opzionati dagli enti pubblici.

Comune e Regione infatti puntano rispettivamente le Terme Torretta per un milione di euro e Firenze gli stabilimenti Tettuccio, Regina ed Excelsior per 17 milioni e mezzo. Mentre la Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia in prima linea per rilevare le Terme Tamerici in pineta. Sul piatto, al momento, ci sarebbero dunque, spiccioli più o meno, oltre 35 milioni di euro.

Sono mesi di grande attesa e di grande fermento per il futuro della società Terme di Montecatini, che è legato indissolubilmente a quello della città. È stato il concordato preventivo omologato nel 2023 a “salvare” la società partecipata al 67% dalla Regione Toscana e al 33% dal Comune di Montecatini. È il progetto per le Leopoldine - con quella che sarebbe dovuta diventare la piscina più grande d'Europa grazie al progetto faraonico firmato dall’archistar Massimiliano Fuksas - che dà il colpo di grazia finale alla società, alle prese con un'esposizione debitoria che solo per il pool di banche finanziatrici, guidate dalla BNL, sfiora i 27 milioni di euro.

Il debito complessivo supera i 46 milioni di euro e nel 2022 proprio gli istituti di credito depositano un'istanza di liquidazione giudiziale al Tribunale fallimentare di Pistoia. Così si arriva al luglio del 2023, con le Terme che presentano un piano di concordato preventivo per rientrare dal passivo, il Tribunale concede l'omologazione bloccando così la liquidazione giudiziale e aprendo una fase di risanamento e vendita parziale degli immobili per saldare i debiti contratti nel tempo. Un piano di risanamento finora disatteso, con le due maxi aste per l’intero patrimonio termale andate deserte tra 2024 e 2025, la prima da 42 milioni di euro, la seconda da 35. Adesso si apre la strada della vendita a singoli lotti: il 15 ottobre uscirà il bando. l


 

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