Pescia, si è dimesso il vicesindaco Tridente
«Una decisione personale, maturata dopo una riflessione attenta e non semplice», dice l’esponente del Partito democratico, che tra le deleghe aveva anche quella pesante al bilancio
Pescia. Scossone politico all’ombra di Palazzo del Vicario. Con «una decisione personale, maturata dopo una riflessione attenta e non semplice, legata alla necessità di dedicare maggiore tempo e presenza alla mia famiglia e ad alcune esigenze personali che, in questa fase della mia vita, richiedono la mia attenzione», ha rassegnato le dimissioni rimettendo tutte le deleghe il vicesindaco di Pescia Luca Tridente. Tra le deleghe c’era anche quella più “pesante”, ovvero il bilancio, oltre alla montagna. Tridente nei giorni scorsi si era dimesso anche dalla carica di segretario locale del Partito democratico, al suo posto il capogruppo dem in consiglio comunale Simone Bertini.
Tridente era in carica da tre anni nella giunta guidata dal sindaco Riccardo Franchi, da quando il Pd aveva riconquistato l’amministrazione nella primavera del 2023. «Non mi sono mai piegato a logiche di pressione o ricatto. Nemmeno di fronte a episodi gravi, prontamente denunciati – scrive Tridente – ho ricoperto questo incarico con grande senso di responsabilità, cercando ogni giorno di mettere a disposizione della città il massimo impegno, competenza e passione. Ringrazio il Sindaco per la fiducia che mi ha accordato, assegnandomi deleghe importanti e complesse e tutte le persone con le quali ho avuto modo di lavorare in questi anni». «Chiedo scusa ai 121 pesciatini che mi hanno dato fiducia nel 2023: chi mi conosce sa che l’unico obiettivo era portare a termine il lavoro iniziato, ma questo non può essere possibile a qualsiasi costo», sottolinea.
Tridente spiega di aver lasciato l’incarico «con la consapevolezza di aver cercato di svolgere fino in fondo il mio dovere nei confronti della comunità pesciatina. Lascio con la serenità di chi sa di aver sempre dato il massimo, di non aver mai accettato compromessi al ribasso e di aver sempre agito nell’interesse della Città, pur commettendo sicuramente degli errori».
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