Rifiuti, assetti, utili e peso del voto. «Ora lavoriamo su questo»
Il Comune di Pieve a Nievole mette in fila le questioni aperte per dare forza alla Valdinievole nell’ambito di Ato e Alia spa
Pieve a Nievole La rivolta della Valdinievole sulla gestione dei rifiuti e sul caro bollette non si placa e anzi si allarga dopo gli articoli del Tirreno degli ultimi giorni, partiti dall’intenzione del Comune di Montecatini di affidare a un ente autonomo e indipendente il controllo sull’operato di Alia spa, attività oggi in carico all’Autorità di ambito Ato Toscana Centro.
Per l’assessore all’ambiente di Pieve a Nievole Erminio Maraia «ci fa piacere constatare che oggi anche altri sindaci e altri Comuni arrivino a conclusioni analoghe alle nostre, perché significa che le questioni che avevamo sollevato erano fondate e meritavano attenzione. Allo stesso tempo, non possiamo non ricordare che, quando queste decisioni dovevano essere assunte nelle sedi istituzionali competenti, le posizioni non furono le stesse: ci furono Comuni che optarono per l’astensione (Montecatini e Monsummano, ndr) o che non parteciparono al voto (Buggiano, ndr). Pieve a Nievole (come tutti gli altri della Valdinievole, ndr), invece, scelse di assumersi fino in fondo la responsabilità della propria posizione, votando contro e motivandola pubblicamente».
È la distribuzione degli utili che ogni anno registra Alia spa a tenere banco. «Occorre trovare definitivamente la modalità corretta, sul piano amministrativo, societario e istituzionale, per mettere la parola fine alla ripartizione dei dividendi tra i Comuni – prosegue Maraia – in una fase nella quale le famiglie e le imprese sono chiamate a sostenere costi sempre maggiori, riteniamo difficile giustificare un sistema nel quale una parte delle risorse generate dal servizio venga distribuita agli enti soci anziché essere destinata al contenimento delle tariffe e agli investimenti. Non può essere considerato normale che, da una parte, si chiedano sacrifici ai cittadini e, dall’altra, si continui a ragionare sulla distribuzione dei dividendi. Su questo serve una scelta politica chiara. Gli utili prodotti dal sistema dei rifiuti devono tornare al sistema dei rifiuti e, quindi, indirettamente ai cittadini attraverso migliori servizi, maggiori investimenti e una reale azione di contenimento delle tariffe». Poi le modalità di voto del Piano economico finanziario nell’ambito dell’Ato. «È necessario aprire anche una riflessione seria sulle regole decisionali. Riteniamo che ogni Comune debba poter avere la stessa dignità e lo stesso peso politico nella formazione delle decisioni. Non possono esistere cittadini di serie A e di serie B in funzione del Comune nel quale risiedono: il cittadino di un piccolo comune paga una tariffa, utilizza il servizio e subisce gli effetti delle decisioni esattamente come quello di un comune più grande. Per questo riteniamo necessario rivedere gli assetti istituzionali e individuare meccanismi che garantiscano una reale parità tra gli enti». «La governance deve essere capace di rappresentare adeguatamente tutti i territori – viene aggiunto – e soprattutto deve evitare che il diverso peso nelle votazioni finisca per tradursi in una diversa capacità dei cittadini di vedere tutelati i propri interessi».
Secondo l’amministrazione «in quell’assemblea (il 23 luglio scorso al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci, ndr) Pieve a Nievole fu l’unico Comune della Valdinievole a rimarcare queste criticità attraverso un voto contrario accompagnato da una motivazione esplicita. Oggi vediamo che quella posizione si sta progressivamente allargando a macchia d’olio. È un fatto che accogliamo positivamente, perché l’obiettivo non è rivendicare primogeniture, ma arrivare finalmente a una discussione seria sul futuro della gestione dei rifiuti nel nostro territorio». Ora il salto in avanti: «Adesso bisogna trasformare questa crescente consapevolezza in scelte concrete: fermare la distribuzione dei dividendi individuando gli strumenti corretti per farlo, reinvestire le risorse nel sistema, intervenire sugli impianti e sull’autosufficienza e rivedere le regole della governance. Sono questioni che Pieve a Nievole aveva posto con chiarezza fin dall’inizio e sulle quali siamo pronti a costruire oggi una posizione territoriale più ampia», chiude l’assessore all’ambiente. l
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