Il caso
Chiesina Uzzanese, spara alle case e poi si toglie la vita
Un uomo ha esploso almeno tre colpi di pistola l’ultimo rivolto verso se stesso. I proiettili anche verso le abitazioni
CHIESINA UZZANESE. Almeno tre colpi di arma da fuoco sparati a casaccio, da quanto emerge. L’ultimo, rivolto verso se stesso. Gli altri in direzione di alcune case, ma senza conseguenze per le persone. Se non lo choc.
Una tragedia a metà pomeriggio nella calma della Capanna, frazione di Chiesina Uzzanese verso le Spianate, al confine con Altopascio.
Nella zona c’è anche una scuola materna, affacciata su via Livornese di Sotto: è proprio dai campi sul retro che sarebbe arrivato l’uomo, pistola in pugno, regolarmente detenuta. E avrebbe cominciato a sparare alla rinfusa.
Almeno un proiettile è finito in un giardino privato di un’abitazione, colpendo una caldaia installata all’esterno. Ad assistere alla scena, sentendo il sibilo e il rumore sordo della pallottola, un residente insieme a sua figlia. I due sono poi scappati immediatamente all’interno della casa in preda al terrore, precipitandosi al piano superiore.
«Mio marito si è poi affacciato dal terrazzo – racconta la moglie, che in quel momento non si trovava in casa – e ha visto quest’uomo nel campo sul retro, con la pistola in mano. Gli ha poi urlato dicendogli di smetterla, e nel frattempo ha chiamato i carabinieri. Poi ha sentito un altro forte boato di uno sparo, l’ultimo, probabilmente quello che questo signore ha rivolto verso se stesso».
Anche altri vicini si sono affacciati dai propri appartamenti presi dal panico: anche loro avevano udito distintamente il rumore degli spari.
Alla Capanna sono poi arrivati i carabinieri bardati con i giubbotti antiproiettile. Ma tutto era finito: l’uomo è stato ritrovato cadavere in mezzo all’erba alta del terreno da dove era venuto. Accanto a lui, giaceva la pistola che ha utilizzato per porre fine alla propria vita.
I militari indagano per ricostruire quanto avvenuto e capirne i motivi. Viene escluso comunque qualsiasi dissidio con i residenti della zona che avrebbe provocato il gesto. Come è confermato il suicidio senza il coinvolgimento di terze persone. Per fortuna non ci sono feriti.
Ora il cadavere dell’uomo è a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha già disposto l’autopsia come richiesto in questi casi, anche per appurare se fosse affetto da qualche patologia finora non certificata. Il dramma del 25 aprile in Valdinievole.
