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Il caso infinito

Terme di Montecatini, l’amministratore unico si dimette. «Incompatibilità nei ruoli»


	Luca Quercioli (il primo a sinistra) durante il sopralluogo alla Torretta nel febbraio scorso (foto Nucci)
Luca Quercioli (il primo a sinistra) durante il sopralluogo alla Torretta nel febbraio scorso (foto Nucci)

Lo ha rivelato l’assessore Marras in Regione. Luca Quercioli è anche presidente del collegio sindacale della Banca di Cambiano, tra i creditori della società

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Montecatini Si è dimesso l’amministratore unico delle Terme di Montecatini Luca Quercioli: l’annuncio è arrivato durante il Focus sulla situazione delle Terme nella Commissione Controllo del consiglio regionale durante l’audizione dell'assessore regionale Leonardo Marras.

Secondo quanto emerso in commissione Bankitalia avrebbe rilevato, nell’ambito di verifiche che sta facendo sulla Banca di Cambiano, l’incompatibilità del ruolo di amministratore unico con il ruolo di presidente del collegio sindacale della banca. Entro maggio si terrà l’assemblea per la nomina del nuovo amministratore unico. Stando alle prime informazioni, in attesa dell’arrivo del futuro Au Quercioli dovrebbe comunque mantenere il ruolo pro tempore, ma maggiori dettagli dovrebbero essere resi noti in una conferenza stampa prevista per domani in Comune.

Marras ha presentato una nota, preparata insieme agli uffici, per ripercorrere la storia delle Terme di Montecatini a partire dal 2018 fino ai giorni nostri, spaziando dalle quote di partecipazione agli atti, dai piani di riequilibrio alle offerte di acquisizione, tra aste relative a beni strategici e non. Un excursus arrivato al bilancio del 2023, caratterizzato da oltre 7 milioni di perdite, e alla sostituzione dell’amministratore unico, fino ai bilanci del 2024 e del 2025, che dovrebbero chiudersi a breve. Secondo l’assessore Marras, «nonostante la fragilità del quadro, possiamo comunque immaginare un esito favorevole, motivato dalla trasformazione della domanda termale, e quindi dalla necessità di una sua riconversione».

Sulla destinazione degli immobili, invece, il quadro - è stato specificato - non è ancora definitivo e le proposte di acquisizione, da parte dei diversi soggetti, sono complementari e non si sovrappongono, ma «è essenziale recuperare Montecatini rispetto al prodotto turistico e soprattutto intervenire sulla legge regionale sulle terme, che risulta datata». ha chiosato Marras.

«Come Fratelli d’Italia abbiamo chiesto di capire quanto prima – intervengono sulla questione i consiglieri regionali Alessandro Capecchi e Jacopo Cellai di Fratelli d’Italia – qual è il progetto che la Regione sta portando avanti per salvaguardare il patrimonio e per la successiva gestione. Marras ha confermato che è stata presentata dalla Regione l’offerta irrevocabile d’acquisto per gli immobili per un valore di 15 milioni di euro ma anche che, a fianco di questa, va avanti l’interesse della Fondazione Cassa di Risparmio per le Terme Exclesior. Confermato anche l’interesse della Croce Rossa sull’operazione immobiliare che sta portando avanti, smentito qualsiasi ripensamento o passo indietro».

«Marras – preguono i consiglieri di FdI – ha annunciato che il presidente Giani ha intenzione di spostare a Montecatini una parte della collezione della Fondazione Alinari, fino ad ora rimasta a Calenzano, nei locali di una società, pagando un affitto annuo di circa 100mila euro, come ricordato in passato dallo stesso Giani. Un affitto che viene pagato almeno da cinque anni. Su nostra esplicita richiesta, l’assessore ha detto che manca l’approvazione dei due bilanci 2024 e 2025, che dovrebbe arrivare entro fine maggio, con ulteriori perdite, anche se contenute rispetto a quelle rilevanti degli anni scorsi. Perdite attuali dovute a operazioni di manutenzioni del patrimonio immobiliare. Abbiamo anche sollecitato la Regione, per quanto di competenza, ad intervenire insieme al Comune, per evitare i bivacchi che si stanno già registrando nella pineta delle Terme. Sul tema Terme di Montecatini, il capogruppo FdI in consiglio comunale Alessandro Sartoni, col quale ci coordiniamo costantemente, rileva che in un momento così delicato per le Terme, sia per la prospettiva del bando per la vendita degli stabilimenti annunciato più volte ma per il momento inesistente, sia per la gestione del poco di termale rimasto e relative voci di problemi con Croce Rossa Italiana, la notizia delle dimissioni dell’amministratore della società termale sono ulteriore elemento di incertezza di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. Marras ha poi comunicato che il bando per le concessioni delle acque termali dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell’anno. Ad oggi c’è una sola concessione che andrebbe divisa fra i vari operatori pubblici e privati che dovrebbero acquisire le varie parti del patrimonio. Entro fine 2026 l’assessore si è impegnato a portare un pacchetto di provvedimenti sul termalismo che aggiorni, anche alla luce delle direttive comunitarie, la legge quadro che risale a oltre 20 anni fa».l

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