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Montecatini, slittano le aste delle Terme: manca l’autorizzazione del ministero

di Luca Signorini

	Uno scatto con il drone delle Terme Torretta (foto Nucci)
Uno scatto con il drone delle Terme Torretta (foto Nucci)

Non sarebbe partita la richiesta alla vendita. Chiesta la convocazione di una commissione Partecipate con la presenza del Comune e dell’au della società

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MONTECATINI. Emerge qualche contrattempo sulla strada delle aste a “spezzatino” del patrimonio termale e quindi del rilancio atteso della città. Perché ci sarebbe un passaggio tecnico non compiuto ma dirimente nella procedura di svendita delle Terme di Montecatini spa: ovvero la mancata richiesta di autorizzazione al ministero dei Beni Culturali - tramite il parere della Soprintendenza regionale per i beni e le attività culturali - necessaria per avere il via libera all’alienazione di immobili di proprietà pubblica appartenenti al demanio culturale.

La vicenda come è normale desta il sonno in città. Si cerca di fare chiarezza su una così complessa e determinante partita, in gioco il futuro di Montecatini. Ed è attesa a breve una nuova seduta della commissione Partecipate. «Sembra un problema più serio del previsto – dice il suo presidente, il consigliere di minoranza Edoardo Fanucci – la domanda che mi faccio: questa richiesta di autorizzazione andava fatta già prima della vendita in blocco con la prima asta?». Incalza sulla questione anche il collega di opposizione Alessandro Sartoni (Fratelli d’Italia): «La questione del “problema tecnico” non mi convince del tutto. Ci era stato detto che era ragionevole attendersi la predisposizione dei bandi entro fine febbraio, ma mi pare di capire che ci sia il rischio concreto che questa data venga superata. Chiedo una commissione partecipate con la presenza dell’amministrazione e dell’au delle Terme, per dettagliare nello specifico di quali problemi si tratti in realtà».

A indicare la necessità dell’autorizzazione è il Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 42 del 22 gennaio 2004), che ha abrogato il Regolamento recante disciplina delle alienazioni di beni immobili del demanio storico e artistico, risalente al 2000. La norma in questione chiede inoltre di illustrare nella richiesta di autorizzazione indirizzata a Roma l’attuale destinazione d’uso, le misure in programma per la conservazione del bene, gli obiettivi di valorizzazione e i tempi, la nuova destinazione d’uso prevista e le modalità future di fruizione pubblica.

Questa richiesta, da quanto filtra, mancherebbe all’appello. E spiegherebbe il motivo per cui il Tribunale fallimentare abbia sospeso le vendite all’asta già in corso: quella per un fondo a uso commerciale al mercatino del Grocco, e quelle per le Serre Calde della Torretta, per l’ex Capanna Spazzini e per le ex Latrine Fortuna in pineta, questi ultimi tre immobili “prenotati” dal Comune di Montecatini con un’offerta irrevocabile d’acquisto di circa 200mila euro per tutto il pacchetto.

Lo scenario che si apre sarebbe anche di uno slittamento per le aste di vendita di quello che conta del patrimonio finito in concordato preventivo (dal Tettuccio all’Excelsior alle Redi e via discorrendo). Nell’ultima riunione della commissione per il controllo delle Partecipate, che si è tenuta a inizio febbraio con sopralluogo alla Torretta, l’amministratore unico delle Terme Luca Quercioli si era sbilanciato dicendo che gli incanti sarebbero stati pubblicati entro questo mese, e nel giro di 90 giorni sarebbe avvenuta la convocazione delle aste.

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