Italia
Carrara, Mattia Arnieri muore a 30 anni in moto a pochi giorni dal compleanno del figlio
Il tragico scontro sul viale XX Settembre. Sotto choc i colleghi della sezione di Fossola, a cui apparteneva il giovane: sono stati loro a soccorrerlo. Il cordoglio della comunità e della sindaca
CARRARA. Domenica si festeggiano i due anni del piccolo di famiglia. Lunedì 26 ottobre il destino è in agguato e porta la tragedia. È morto sbalzato dalla sua motocicletta Mattia Arnieri, trentenne carrarese, padre di un bambino di due anni: stava percorrendo viale XX Settembre poco dopo le 6,30 di ieri mattina, lunedì, quando, alla Gildona, la sua moto è entrata in collisione con un’auto. I soccorritori del 118 hanno cercato di rianimarlo: inutile, troppo violenta è stata la collisione.
L’impatto violento
Sono le 6,40 quando approda su viale XX Settembre, scendendo probabilmente da Fontia, dove abita con la compagna e il loro bambino, Mattia Arnieri. Viaggia in direzione Marina di Carrara, in sella alla sua moto, che è un mezzo di trasporto ma è anche compagna della sua grande passione, tant’è che la sa guidare, la padroneggia come un fantino il proprio cavallo. È pressoché una certezza che stia andando al lavoro: fa impianti elettrici sugli yacht, il padre e lo zio hanno una ditta. Giunge al semaforo della Gildona, che a quell’ora lampeggia di giallo, dicono i testimoni: lo supera.
Poco dopo, succede qualcosa di imprevisto. La moto impatta violentemente contro un’auto e finisce la sua corsa nel mezzo della carreggiata opposta, a qualche decina di metri dal bar Capriccio. Mattia è volato via. Nonostante non siano ancora scoccate le 7, il traffico è già sostenuto su viale XX Settembre. C’è chi ha visto lo schianto e – alla guida del proprio camion – resta sconvolto. Qualcuno suona il campanello di allarme per il 118, forse quel giovane si può ancora salvare.
Arrivano i volontari
Dalla sezione di Fossola parte un’ambulanza della Pubblica Assistenza: è quella più vicina alla Gildona, è quella pronta per scattare in quel momento. I soccorritori arrivano a destinazione e si precipitano sul ferito. Poi lo choc: quel giovane in fin di vita è Mattia, uno di loro, un volontario proprio della sezione di Fossola: lo riconoscono immediatamente. Arrivano i vigili del fuoco: è necessario il loro intervento. Si fa di tutto per rianimare il giovane padre, poi bisogna desistere.
Cos’è successo
Sono le 8 e ancora ci sono effetti sul traffico: dal semaforo della Gildona, per esempio, non transita chi arriva da Monteverde. C’è un nastro bianco e rosso sul marciapiede, tirato da un albero e l’altro, all’altezza del civico 172 Q di viale XX Settembre, in corrispondenza del punto in cui la moto si è fermata. Gli agenti della polizia Locale stanno eseguendo rilievi: serviranno per ricostruire la dinamica della collisione. Sarebbero diversi gli elementi raccolti. E poi ci sono i testimoni che avrebbero assistito, loro malgrado, allo schianto. Il corpo del trentenne è a disposizione del magistrato, al quale la polizia Locale trasmetterà la documentazione raccolta.
La piccola comunità
Sono accorsi i familiari. Sono le 9 e Carrara già conosce il nome della vittima del tragico schianto della Gildona. La notizia è rimbalzata a Fontia, dove Mattia Arnieri vive – nella zona “alta” – con la compagna, coetanea. Fontia, piccola comunità, paese originario della nonna e della madre, dove ci sono ancora parenti e dove lui aveva scelto di andare a vivere: aveva già iniziato a ristrutturare la casa di famiglia. È sconvolto il paese. Anni fa Fontia perse un altro giovane in un incidente stradale: «Quando abbiamo saputo quel che era successo a Mattia – dicono dalla frazione mignon – il nostro pensiero è andato anche a Rocco...». Rocco Valentini: aveva 24 anni quando morì in un incidente stradale, anche lui era in sella alla sua moto, anche lui stava andando al lavoro, era febbraio 2012.
Il ricordo
Arriva la vicinanza al dolore della famiglia da parte dell’Amministrazione comunale, le condoglianze della sindaca Serena Arrighi. Ed è un giorno straziante per la Pubblica Assistenza. Mattia aveva cominciato a fare il volontario quando neppure era maggiorenne. E la cosa più bella è che aveva iniziato questa generosa impresa assieme alla madre, Cristina Grassi, dipendente della D’Avenza.
«Aveva mosso i primi passi alla Croce Verde di Fossola – ricorda Fabio Barbieri, responsabile delle unità operative della Pubblica Assistenza di Carrara e Massa – poi era passato a noi. Aveva 16 anni. Era un ragazzo educato, rispettoso, affiatato con la nostra realtà – aggiunge – Hanno sempre fatto tanto, sia lui che la mamma che portava il nipotino alla Pubblica Assistenza e ne era orgogliosissima». Mattia era un soccorritore e si stava persino formando come autista delle ambulanze: faceva i salti mortali per prestare il suo impegno «soprattutto il sabato e la domenica, nell’ultimo periodo – dice ancora Barbieri – quando era libero dal carico del lavoro». Aveva nel cuore lo slancio di aiutare gli altri — gli sconosciuti — nei momenti più difficili: con quelle corse su e giù per viale XX Settembre, nelle quali arrivare due minuti prima anziché due minuti dopo può fare la differenza tra la vita e la morte.
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