Il Tirreno

Il caso

Nuovo caos nella Massese: «Giocatori non pagati, hanno dormito negli spogliatoi: così non possiamo andare avanti»

di Alessandro Tabarrani

	Da sx: Santi, Sguerzo, Imperiale e Barcellandi. A destra Paolo Moretti 
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Da sx: Santi, Sguerzo, Imperiale e Barcellandi. A destra Paolo Moretti 

La denuncia arriva dal tecnico in seconda Paolo Moretti: «Abbiamo avuto difficoltà a comprare, per tre mesi, una crema per i massaggi da 10 euro: non vogliamo una società così»

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MASSA. «Non abbiamo una società alle spalle. Siamo stufi». Echeggia fortissimo lo sfogo del tecnico in seconda della Massese, Paolo Moretti, arrivato al termine della gara di domenica scorsa a Fossone contro la Carrarese Giovani, dove i bianconeri hanno gettato orgoglio e concentrazione, nonostante la grande incertezza societaria e le pesanti incognite per l’immediato futuro. «Confermo tutto quello che ho detto al termine della partita», ha ribadito Moretti contattato dal Tirreno.

Le parole del tecnico 

Parole, come detto, piuttosto dure, senza fronzoli o mezzi termini. «Noi non abbiamo una proprietà - ha dichiarato Moretti -, non è stato investito nulla nella squadra e questo pareggio credo che sia stato un pareggio dei ragazzi, non della società. Abbiamo iniziato la preparazione il 9 agosto solo grazie all’aiuto di altre persone. Mi assumo la responsabilità di quello che dico, sono qua a metterci la faccia come i ragazzi hanno messo la loro in campo. I ragazzi non hanno ancora percepito uno stipendio, e si parla di stipendi da 200, 300 e 400 euro; cinque volte a settimana, noi e i ragazzi, siamo in campo, abbiamo un magazziniere che tutti i giorni fa le undici di sera, abbiamo Giovanna Santi sempre a nostra disposizione e i massaggiatori che devono acquistare da soli l’olio per fare i massaggi. Abbiamo avuto difficoltà a comprare, per tre mesi, una crema per i massaggi da 10 euro. Il calcio non si fa così, non solo i tifosi non vogliono una società così, ma siamo noi stessi, come gruppo squadra, a non volere questa società. Parlo di persone perché, ad oggi, so che non c’è stata nessuna vendita e non vogliamo essere presi in giro, perché siamo persone serie che si allenano e cercano di fare il meglio. I ragazzi vanno in campo e escono con i crampi, tutto per questa maglia. Dopo quattro mesi è arrivato il completino gara. Siamo tutta gente che ha comunque una famiglia alla quale sottraiamo tempo, non possiamo fare questo senza una società alle spalle. Personalmente, chiedo a questi fantomatici proprietari di restare in Lombardia, siamo saturi».

«Un progetto che non esiste»

E ancora. «Non riusciamo ad andare avanti perché non c’è una gestione normale - ha aggiunto Moretti -. Per quello che riguarda Barcellandi (direttore tecnico bianconero, ndr) ha fatto solo un errore: credere a queste persone, a un progetto che non esiste. Barcellandi è una persona seria, è stato il primo a lavorare a luglio per cercare i giocatori, l’unico che per tutta l’estate ha lavorato per la Massese, ma se vado in farmacia con pochi euro non posso pretendere di comparare tutta la farmacia. Voglio dire che i giocatori non vengono, perché non vengono pagati, questa è la cosa che devono sapere tutti. Martedì (oggi, ndr) non so se ci alleneremo o andremo avanti, vogliamo chiarezza e che gli stipendi dei ragazzi vengano pagati. Se non si riesce a pagare neppure stipendi di 200, 300 euro non bisogna prendere una società», ha ribadito Moretti. Secondo Moretti, «il problema non è Barcellandi o mister Barbieri, che è l’unico che sta cercando soluzioni a questa situazione; il gruppo squadra è un gruppo commovente al quale è stata tolta la dignità. Non si è riusciti a pagare cento euro un albergo, ed è stato consentito a tre ragazzi di dormire negli spogliatoi e comunque ce ne sarebbero di cose da dire. Ringrazio i tifosi che sono stati gli unici, oltre allo staff, a rispettare questi ragazzi, perché il sostegno ce l’hanno sempre fatto avere e sono stati gli unici ad essere preoccupati anche per noi; ovviamente, per un massese avere una situazione del genere a distanza di tanti anni fa girare le scatole, cosi come girano a me che sono qua da tre mesi e mezzo».

I possibili sviluppi 

Insomma, già nella giornata di oggi potrebbero esserci sviluppi importanti nel bene o nel male. Intanto, l’amministrazione comunale, che abbiamo provato a contattare, non ha rilasciato dichiarazioni. Si dovrà capire se l’attuale dirigenza, rappresentata da Fabio Sguerzo, procederà a strettissimo giro di posta a comunicare il passaggio del 51% delle quote societarie anche alla Camera di Commercio o se, viceversa, Sguerzo (presidente pro tempore) rassegnerà le sue dimissioni, come già fatto nelle scorse settimane da Maurizio Imperiale, che avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di direttore generale. Lo stesso Sguerzo, prima della gara con la Carrarese Giovani, aveva smentito seccamente le voci sulle sue dimissioni. Ormai la Massese è a un bivio e se l’attuale dirigenza dovesse abbandonare la nave, potrebbero aprirsi scenari diversi, tra cui pure l’eventuale ritorno a bordo di Antonio Gerini, che rientrerebbe sempre con la volontà di cedere la società. Il clima di polemiche non ha risparmiato la team manager bianconera, Giovanna Santi, finita nel mirino del movimento Massa Città in Comune, che, con un post su Facebook, accusa la Santi, anche consigliera comunale in quota Pd, di non aver portato alla luce la situazione della Massese - in quanto pubblico ufficiale - in consiglio comunale o nella relativa commissione. Santi rispedisce al mittente le critiche, ribadendo il suo impegno nella Massese, nonostante la difficile situazione societaria. «Si tratta di un attacco personale e non di un intervento politico. Continuerò a lavorare per la Massese e per la città di Massa», ha replicato la team manager bianconera.

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