L'analisi
Scelgo, sradico e mi allontano: così i ladri spogliano le aiuole a Marina di Carrara
C’è chi chiede telecamere per scovare i responsabili. L'assessore Orlandi: «Mi appello, piuttosto, al senso civico»
MARINA DI CARRARA. C’era una volta il vandalo: con il favore delle tenebre, attraversava piazza D’Armi o via Rinchiosa e da una o più aiuole, meglio se appena risistemate, strappava fiori buttandoli qua e là, spinto solo dall’insano piacere di farlo. Passa il tempo, le cattive abitudini evolvono, e il volgare vandalo diventa un ladro che opera chirurgicamente: ispeziona l’aiuola; aspetta il momento opportuno; si avvicina con nonchalance; e con estrema cura per ciò che sta saccheggiando, estirpa l’essenza floreale o l’alberino; trafuga e si allontana come se nulla-fosse; obiettivo: invasare e mettere sul balcone o interrare in giardino la pianta o le piante rubate.
Fenomeno pervasivo
Il modus operandi è talmente diffuso che gli addetti alla manutenzione del verde pubblico di Nausicaa, la società in house del Comune, non fanno in tempo ad allestire, risistemare, rinverdire aiuole che devono ricominciare da capo (o quasi) . Sono sempre pronti i ladri-dei-fiori e di romantico nelle loro incursioni green non c’è niente. Succede in centro-città, succede a Marina di Carrara. Vediamo un caso tra i più recenti.
Allestiamo...
Marina, Parco della Caravella. Lungo tutti e quattro i lati – via Rinchiosa, viale Vespucci, via Modena, viale Colombo – del perimetro del quadrilatero della pineta della Caravella corre una recinzione monumentale in marmo fatto di seduta e aiuole. Finanziati da fondi Pnrr del ministero dello sport, i lavori sulle strutture sportive all’interno del Parco «sono conclusi», aveva detto a giugno l’assessore ai progetti speciali Moreno Lorenzini. E così Nausicaa ha allestito le aiuole (lasciando vuote le “culle” in marmo sul lato di viale Colombo perché in quel tratto la recinzione monumentale deve essere restaurata). Prendiamo le aiuole del perimetro della Caravella lato via Rinchiosa.
I cuscini floreali
Sono belle, chiunque passi da lì non può che apprezzare l’effetto. Sono un arcobaleno di colori. C’è il variegato fogliame del Coleus, i fiori rossi della Begonia, le foglie scure e venate e i boccioli colorati dell’Impatiens Nuova Guinea, le piccole “gemme” gialle della Portulaca.
Le mani sopra
A colpo d’occhio è un gran bell’effetto. Se ti avvicini, però, (non in tutte ma) in alcune aiuole vedi che, qua e là, c’è qualche “buco”. Possibile che il personale di Nausicaa abbia fatto un così pregevole lavoro e poi abbia lasciato dei vuoti? Aveva finito le piantine? Non sono sviste dei giardinieri, non c’è stato alcun imprevisto, è piuttosto la traccia lasciata dal ladro di fiori. Che si è scelto la pianta da arraffare e da portare a casa. Del fenomeno se ne parla anche su FaceBook e c’è chi non è tenero con i predatori green: c’è chi esorta a suonare l’allarme alle forze dell’ordine qualora li si veda in azione. E pensare che ogni piantina rubata costerà una manciata di euro al mercato settimanale del giovedì a Marina. Rubare per rubare. Prendere per prendere. Portare a casa. Arraffare. E, come detto, non è un caso isolato: lo scorso anno durarono quanto un gatto sulla Tangenziale i piccoli olivi ad ombrello nelle fioriere di via Rinchiosa, in zona Lombardi, che quest’anno sono stati ripiantati.
Contromisure?
Il Tirreno ha sottoposto i contorni del fenomeno all’assessore alle società partecipate del Comune Carlo Orlandi girandogli la proposta di qualche marinello: “Piantiamo altre telecamere di videosorveglianza”. «Che fare.. – risponde Orlandi – Certo è che non possiamo vivere in uno stato di polizia. Nausicaa interviene prontamente, sempre. Mi sento di fare un appello al senso civico dei cittadini: godete del verde pubblico ma lasciatelo dov’è. È di tutti».
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