Il Tirreno

Il futuro di Marina

Carrara, c'era una volta l'albergo Maestrale: chiuso da 15 anni ora è in vendita – L’idea del “condhotel”

di Giovanna Mezzana

	L'albergo Maestrale sulla curva che porta da Marina di Carrara a Marinella
L'albergo Maestrale sulla curva che porta da Marina di Carrara a Marinella

È chiuso da 15 anni, uno degli eredi vuol uscire dall’impasse: sos alla sindaca. Dal Marble Hotel all’ex Mediterraneo all’Arena Paradiso, tanti i luoghi "marinelli" in cerca di rinascita

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MARINA DI CARRARA. Chissà quante volte imboccando “il curvone” che porta a Marinella lo sguardo si è appoggiato su quel grande edificio – un corpo allungato bianco dall’aspetto trascurato – circondato dal verde, sul lato destro della carreggiata. Siamo accanto al complesso – con piscina, palestra, ristorante (appena ribattezzato) Rudy – dell’M34, a un tiro di schioppo dal confine tra Toscana e Liguria: e qui c’è l’hotel Maestrale chiuso ormai da 15 anni. Era un bell’albergo, altroché: quattro stelle. Proprietà della famiglia Venturini-Fiorini, oggi è degli eredi: sono cinque e uno di loro – con una quota sufficientemente rappresentativa – sollecitato dal Tirreno risponde che sarebbe il tempo di toglierlo dalla naftalina, nell’interesse privato ma anche pubblico.

Il quadro

Il Maestrale, che è sul mercato – in vendita – da tempo, è solo una delle carte non giocate nel mazzo dei progetti che – a Marina di Carrara – avrebbero dovuto assolvere a una funzione turistico-ricettiva. E che – per ragioni anche molto diverse tra loro (e sempre entro la dialettica pubblico/privato) – sono tutti in stand-by. Pensiamo al mai-nato Marble Hotel, al casello autostrade, su cui pendeva l’ultimatum della sindaca Serena Arrighi, “Al 31 dicembre mandiamo le ruspe”; al mai risorto-hotel Mediterraneo che guarda piazza Gino Menconi, luogo-identità di Marina, per il quale l’Amministrazione comunale aveva messo in campo un celebrato e promettente Percorso partecipato alla ricerca di una nuova destinazione che piacesse alla cittadinanza; e, a questo punto, si potrebbe includere anche l’Arena Paradiso, il cinema di vicinato di viale Cristoforo Colombo, che sta lì ad impolverarsi: forse perché soci, privati proprietari, attendono il futuribile Piano dell’Arenile.

L’identikit

Torniamo sul curvone che porta a Marinella, al Maestrale. È in vendita: se ne occupano «procacciatori di affari senza vincolo di esclusiva», dice Alberto Rescalli, uno degli eredi proprietario dell’ex albergo. Il prezzo? Top secret. Il corpo dell’hotel occupa tremila metri quadrati e il compendio immobiliare – che include anche piscina e area verde circostante – è di circa seimila metri quadrati.

Il nodo

Quando accoglieva vacanzieri, l’hotel Maestrale offriva una cinquantina di camere. Tante, troppe per i tempi moderni: le grandi strutture ricettive non funzionano più, i costi di gestione sono un bagno di sangue anche per quegli imprenditori che possiedono alberghi d’eccezione, non replicabili, residenze uniche e non standardizzabili. Tant’è che la compra-vendita dell’hotel marinello non decolla: così com’è è poco appetibile anche perché il Piano operativo comunale – vademecum dell’Urbanistica – prevede che lì si debba mantenere e/o realizzare qualcosa che risponda a esigenze turistico-ricettive. Che fare?

La proposta

«Se si vuole evitare che rimanga un rudere – nota Rescalli – sarebbe opportuno un cambio di destinazione d’uso. Sarebbe auspicabile sedersi a un tavolo con l’Amministrazione comunale per valutare se questa strada è percorribile». Uno degli eredi, insomma, invia un invito alla sindaca Serena Arrighi e alla giunta, ritenendo che, se ci fosse la volontà di lavorare in tandem per uscire dall’ impasse, sarebbe «un bene anche per Marina di Carrara».

L’idea

Vediamo quali potrebbero essere le prospettive: per esempio, un progetto «che preveda, sì, una quota di albergo» ma con un format diverso, un Bed & Breakfast, un agriturismo misto a una quota «di residenziale» (cioè appartamenti). Rescalli pensa alla formula «condhotel», cioè strutture ricettive all’interno delle quali ci sono sia camere d’albergo che piccoli appartamenti, che possono essere acquistati separatamente e che si avvalgono di una gestione unitaria. Ora il Poc, messo a punto dalla giunta De Pasquale, non prevede che si possano realizzare condhotel: c’è da capire se le carte impediscano questo format ricettivo. Vale la pena approfondire.
 

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