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L'emergenza

Carcere di Lucca, cento detenuti in soli 37 posti effettivi

Carcere di Lucca, cento detenuti in soli 37 posti effettivi<br>

La Camera penale denuncia un sovraffollamento del 270% e gravi carenze di spazi e personale

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LUCCA. Cento detenuti stipati in una struttura che dispone realmente di appena 37 posti, con un sovraffollamento che raggiunge il 270%. È il quadro emerso dalla visita alla Casa circondariale di Lucca effettuata l’11 settembre nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ristretti in agosto”, promossa dall’Unione delle Camere penali italiane. Gli esiti sono stati illustrati ieri dalla Camera penale di Lucca durante una conferenza nella sala avvocati del tribunale, alla presenza dei rappresentanti di Procura, tribunale e Comune e del responsabile dell’Osservatorio carcere dell’Ucpi Gianpaolo Catanzariti.

L’istituto dispone sulla carta di 59 posti, ma 22 risultano inutilizzabili. Nelle celle di dimensioni ridotte sono sistemati tre letti: la disposizione delle brande rende difficile persino aprire e chiudere le finestre e limita fortemente i movimenti. Problematico anche l’accesso al piccolo ambiente che ospita wc, lavandino e una zona utilizzata come cucina.

A preoccupare è inoltre l’elevato ricorso a farmaci psicotropi. Secondo la Camera penale, il carcere finisce spesso per farsi carico di persone con disagi e fragilità che richiederebbero un’assistenza sanitaria, sociale e terapeutica più articolata.

La struttura è vetusta e presenta evidenti segni di degrado e umidità. Diversi ambienti risultano abbandonati, mentre il loro recupero potrebbe consentire di ampliare le attività comuni, culturali, lavorative e trattamentali. Emblematico il caso del teatro, oggi inagibile. È invece disponibile un campo da calcetto realizzato con il contributo del Comune. Anche il grande giardino alberato, pur ben tenuto, non viene utilizzato dai detenuti, neppure per i colloqui con i familiari. Il sovraffollamento riduce ulteriormente le possibilità di offrire lavoro, formazione e socialità. Le criticità riguardano anche il personale: gli agenti di polizia penitenziaria effettivamente presenti sono 77 rispetto ai 91 previsti.

Per la Camera penale, queste condizioni compromettono la funzione rieducativa della pena: «Il carcere deve essere un luogo nel quale la pena venga eseguita nel rispetto della Costituzione, della dignità della persona e del senso di umanità». Il confronto proseguirà domani a Firenze con lo “Stato generale dell’esecuzione penale”. l
 

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