Il Tirreno

Lucca

Luminara di Santa Croce

Lucca, l'arcivescovo Giulietti: «Il mondo va verso il baratro, solo Gesù degno di fiducia»

di Pietro Barghigiani
Lucca, l'arcivescovo Giulietti: «Il mondo va verso il baratro, solo Gesù degno di fiducia»<br>

Il messaggio ai fedeli nella cattedrale Dalla preghiera dove morirono due operai al Volto Santo restaurato

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. È l’anno del Volto Santo restaurato in un rito millenario che si rinnova nella devozione della comunità lucchese. La Luminara di Santa Croce domenica sera 13 settembre ha segnato di luce soffusa, tra candele dei fedeli in processione e i lumini sulle facciate dai palazzi, il percorso che la leggenda vuole sia stato compiuto dalla scultura lignea – tornata nel recuperato tempietto del Civitali – dalla basilica di San Frediano alla cattedrale di San Martino.

Un’identità religiosa che diventa patrimonio di singoli e associazioni. Tutti riuniti in un silenzio carico di spiritualità ispirato alla figura del pastore di anime alla guida dell’arcidiocesi che quest’anno festeggia i 300 anni di vita, l’arcivescovo Paolo Giulietti.

In migliaia (presente anche il vescovo emerito di Pistoia e Pescia, il lucchese Fausto Tardelli) hanno reso omaggio all’anima clericale del Settembre Lucchese e al suo mistero della fede iniziando dalle 20 circa il cammino verso l’appuntamento con il Volto Santo in Duomo.

Nella sua breve allocuzione Giulietti ha ricordato ai presenti che «il mondo con tutta la sua forza e la sua tecnica va verso il baratro. Gli intelligenti e i sapienti stanno elaborando mezzi che ci possono portare all’autodistruzione. Noi oggi di fronte al Volto Santo riconosciamo che se c’è un uomo che è degno di fiducia è proprio il crocifisso, Gesù che parla di mitezza amore pace perdono, gli unici linguaggi che possono portare a salvezza la nostra umanità».

La processione è partita con una preghiera d’inizio sul sagrato della chiesa e, accompagnati dal bagliore dei lumini (quest’anno 2400 in più a led) , i fedeli si sono incamminati lungo il percorso. La novità nell’ornamento della Croce floreale a cura di Coldiretti accanto allo stendardo del Volto Santo.

Quando Giulietti è entrato in piazza San Michele è stato accolto dal suono delle campane del campanile appena restaurato. Con Tardelli si è fermato nel punto in cui nel 2017, in via Vittorio Veneto, due operai morirono mentre stavano installando i portalumini. E insieme hanno recitato l’eterno riposo per poi riprendere il percorso.

L’ordine dei gruppi in processione aperto con le parrocchie della provincia, le comunità straniere, le confraternite. Quindi le autorità civili, istituzionali e associative, aperte dal gonfalone di Lucca e dal sindaco Mario Pardini. A chiudere i gruppi storici. Lungo il percorso la folla che fa da quinta silenziosa al rito votato alla preghiera. Dopo l’allocuzione di monsignor Giulietti in un Duomo stracolmo, è stato eseguito il Mottettone firmato dal maestro compositore Luca Bacci, ispirato alla “Preghiera di San Giovanni Paolo II dedicata al Volto Santo”, recitata dallo stesso Pontefice nel settembre 1989. La chiusura pirotecnica affidata alla “Diego Fuochi d’Artificio” saluta la Luminara 2026. l

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In Primo Piano

Fisco

Tfr, dal 2027 cambia la tassazione: cosa cambia per i lavoratori (ma non per tutti)

di Redazione web
Turismo: le nostre guide