Lucca, assi viari tra ritardi e ricorsi: slitta di nuovo il progetto esecutivo
Due ricorsi pendenti, elezioni alle porte e (forse) nuovo commissario. A novembre del 2024 la Regione ipotizzò l’avvio del cantiere entro un anno, manca ancora il progetto esecutivo
LUCCA. Il portale del Ministero dei Trasporti nato per il “monitoraggio” delle grandi opere infrastrutturali recita ancora 30 giugno 2026, data per l’approvazione del progetto esecutivo per la “Viabilità Est di Lucca, Sistema Tangenziale di Lucca – primo stralcio funzionale”. E ricorda le successive scadenze: 15 dicembre 2026 gara d’appalto e 15 dicembre 2029 consegna lavori. Ma i ritardi sono evidenti, come le incognite legate alla battaglia in tribunale – del Comune di Capannori da un lato e dei cittadini riuniti in comitati contro l’opera dall’altro – ancora pendenti, le campagne elettorali sui territori interessati all’opera (“pensata” ormai decenni fa) imminenti e, a quanto pare, sono prossime novità anche rispetto alla guida delle fasi progettuali e realizzative dei così detti “assi viari”. In altre parole non si esclude un avvicendamento nel ruolo di commissario ministeriali per la realizzazione degli assi viari, oggi formalmente ancora affidato a Eutimio Mucilli.
Insomma, una lunga serie di punti interrogativi che forse, a loro modo, stanno influendo sulla conclusione della progettazione esecutiva, comunque avviata insieme alle procedure preliminari per l’esproprio dei terreno dove gli 11 chilometri del primo stralcio dell’opera viaria, per complessivi 178 milioni di euro, passeranno.
Un passo indietro: cosa si era detto sui tempi
Il punto di partenza restano però i tempi della progettazione che, secondo le indiscrezioni arrivate agli enti territoriali coinvolti, si allungheranno ancora un po’ per arrivare all’avvio della gara intorno a febbraio 2027. E viene in mente cosa era stato annunciato in Regione, nel novembre del 2024, in occasione del via libera fiorentino al progetto. «Tra 12 mesi potranno partire i lavori» sostenne l’allora assessore Stefano Baccelli. E così anche il presidente della Regione Eugenio Giani: «Dopo 30 anni siamo finalmente alla svolta, un fatto direi storico: avere un tracciato di circa 12 chilometri che connette Capannori e Lucca, arriva a Ponte a Moriano e così collega la valle del Serchio. Un progetto concertato, per il quale sono state risolte alcune esitazioni, portando l’ultimo tratto al di sotto dell’autostrada, evitando quindi incroci e traffico nelle zone abitate, potendo comunque dare una risposta in merito a una viabilità che è sempre più necessario tenere collegata ed efficiente; penso alla Mediavalle, alla Garfagnana, ma anche alla zona industriale della Piana di Lucca che ha bisogno di infrastrutture per poter crescere. Finalmente oggi troviamo la quadra e auspichiamo che anche gli ultimi passaggi col commissario proseguano efficacemente». Gli intoppi, invece, non sono mancati.
Tutti al Tar
Intanto c’è la battaglia al Tar del Lazio intentata dal Comitato Altrestrade all’indomani della presentazione del progetto definitivo nel dicembre dello scorso anno e nel silenzio generale, complici anche le vacanze di Natale. «La data per la discussione del ricorso non c’è ancora – spiega in proposito l’avvocato Alessio Stefanini, che del comitato è il presidente – siamo in attesa di capire quando verrà trattato il ricorso e, se nel frattempo arriverà il progetto esecutivo, procederemo con una richiesta di sospensiva». Contro il progetto definitivo – come annunciato a fine gennaio – si è schierato anche il Comune di Capannori, anche in questo caso con un ricorso al Tar che contesta, tra le altre cose, «un eccesso di potere da parte del commissario» aveva spiegato all’epoca il Comune, poichè il via libera al definitivo era arrivato «senza aver prima siglato l’Intesa con la Regione, che poneva come condizione urgente, e il più possibile contestuale, la realizzazione a carico di Anas del collegamento tra la rotonda di Antraccoli e il casello autostradale del Frizzone attraverso la bretellina e l’adeguamento di via Tazio Nuvolari e di via del Rogio».
L’ultima lettera
Il peso delle carte giudiziarie, qualche settimane dopo, aveva dato luogo a un approccio più distensivo da parte del commissario. Da Mucilli era arrivata agli enti territorialmente coinvolti e al Ministero competente una lettera nella quale prendeva atto di «alcune manifestazioni di dissenso, tra cui iniziative contenziose, avverso la citata approvazione del progetto definitivo, riconducibili, in buona sostanza, alle tempistiche di realizzazione della viabilità di collegamento con il casello A11 del Frizzone in località Capannori, nella nuova configurazione richiesta dagli Enti locali nel corso dell’iter autorizzativo del 1° stralcio funzionale». In relazione alle perplessità degli enti e «allo scopo di accelerare per quanto possibile la progettazione della parte di opere del 2° stralcio degli Assi di Lucca con gli adeguamenti della viabilità di collegamento compresi nel tracciato previsto dal Protocollo 2023 – proseguiva Mucilli nella missiva – è stata promossa dalla Regione Toscana, in coordinamento con questo Commissario straordinario, la stipula di un ulteriore specifico Protocollo di Intesa». Protocollo che prevedeva «l’accorpamento dell’intervento di competenza RFI con quelli di competenza Anas, nonché dei conseguenti lavori necessari, in un unico intervento organico, denominato “Circonvallazione di Tassignano”, funzionale al Sistema Tangenziale di Lucca e da inserirsi negli strumenti programmatori di Anas» a fronte del quale «l’intervento afferente al 2° stralcio funzionale» risulta «confermato tra le proposte discusse con la Regione Toscana» e sottoposto all’attenzione del Ministero «in considerazione dei possibili riflessi con riguardo al mandato commissariale conferito».
Verso gli espropri
Da allora più niente. Almeno ufficialmente. E su tutti i fronti. Perché se è vero che di Assi viari si discute da decenni è altrettanto vero che di proposte alterative all’opera, particolarmente costosa stando alle cifre del progetto definitivo, ne sono state avanzate dai comitati, senza mai essere state prese in esame. Il punto centrale delle proposte dei cittadini resta la ferrovia, cioè il potenziamento dei collegamenti ferroviari al posto della costruzione di una nuoca strada, allo scopo di contenere i flussi di traffico su gomma, proteggere la qualità dell’aria e la salute delle persone, impedire che una nuova strada vada a “mangiarsi” altre fette di territorio verde. In proposito basti vedere l’elenco dei cittadini che si sono visti recapitare, nei mesi scorsi, le missive di Anas per i vincoli preordinati all’esproprio: «Non veri e propri espropri – spiega Stefanini – ma atti preliminari rispetto ai quali era necessario che i cittadini producessero a loro volta atti con proposte, non a caso molti si sono rivolti al Comitato per avere chiarimenti su quello che stava accadendo e su quello che sarebbe stato necessario fare». L’iter è ancora in corso e la prosecuzione dipenderà dai tempi della progettazione esecutiva e dell’avvio della gara.
Cambia l’interlocutore?
In questi ultimi mesi di calma apparente, però, probabilmente si è mosso anche altro. La voce di corridoio nei municipi della Piana è che sia prossimo un avvicendamento nel ruolo di commissario straordinario per la realizzazione dell’opera. Il che non azzererebbe certamente l’iter, semmai l’obiettivo sarebbe quello di accelerarlo, compatibilmente con quello che accadrà al Tar del Lazio.
La politica, le elezioni e le idee chiare
Di certo il tema assi viari sarà, anche in occasione della tornata elettorale lucchese, uno di quelli al centro della campagna elettorale con posizioni, si presume, un po’ meno timide da parte delle principali forze politiche locali. L’argomento di rado è stato al centro del dibattito nel corso dei primi 4 anni dell’amministrazione Pardini. Semmai ha rappresentato un tema divisivo all’interno delle forse del centrosinistra con esponenti di spicco del Partito Democratico, ad esempio l’ex assessore regionale Stefano Baccelli, chiaramente a favore della realizzazione dell’opera. Su questo fronte è di nuovo il Comitato Altrestrade a voler mettere le cose in chiaro: «È importante che ci sia finalmente una posizione chiara da parte dei candidati che si presenteranno alle amministrative – conclude – fino ad oggi non se ne hanno avute, anche lo stesso Pardini è stato molto diplomatico nel dire che avrebbe fatto di tutto per migliorare il progetto ma poi abbiamo assistito a un cambio di passo. Chi si presenta è bene che abbia le idee molto chiare».
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