Lucca, Pardini bloccato dagli antifascisti: sanzionati due organizzatori
Il sindaco: «È un segnale, il dissenso non significa impedire i diritti altrui». Contestato il mancato preavviso del presidio
LUCCA. Lo stop a Sant’Anna di Stazzema imposto da alcuni attivisti al sindaco Mario Pardini, “colpevole” di tollerare in giunta un vice ritenuto fascista, dopo il clamore mediatico-politico si trasforma in una sanzione per due giovani - maggiorenne e minorenne di Lucca e Versilia - a cui la Digos contesta il mancato preavviso della manifestazione pubblica sulla strada che porta al sacrario.
Dovevano formalizzare la comunicazione alla questura almeno tre giorni prima dell’iniziativa.
La sanzione
La sanzione (violazione dell’articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) sarà decisa dal prefetto appena riceverà il fascicolo e può andare da mille a 10mila euro.
I due, ritenuti gli organizzatori dell’iniziativa di protesta del 12 agosto - anniversario dell’eccidio nazifascista - fanno parte dei gruppi Giovane Grido e Faust. Formazioni che a mezzo stampa e con una presenza di ostacolo fisico hanno impedito, almeno in una fase iniziale, a Pardini di recarsi come ogni anno dal 2022 a rendere omaggio alle vittime del massacro.
«È un segnale»
Pardini commenta le sanzioni sottolineando l’importanza del segnale che arriva dallo Stato.
«In questi giorni mi sarei aspettato che qualcuno che prendesse posizione netta – afferma -. Invece dalle opposizioni è stata presa una posizione fredda e con mille giustificativi. Come se fosse un gesto che si può anche ripetere e che non c'era niente di male a impedirmi di andare alla cerimonia. Ricordo allora che il dissenso è legittimo e doveroso in democrazia, ma il dissenso non può impedire i diritti altrui, compreso il mio di andare dove voglio, soprattutto quando rappresento la città. Questa cosa ora viene in parte viene riconosciuta, anche se poteva avere anche dei risvolti più forti».
Il fronte penale
Sull’ipotesi di una possibile denuncia per violenza privata verso un pubblico ufficiale, il sindaco non si sbilancia. «Secondo me ci poteva stare, però io non avrei mai proceduto in tal senso – precisa –. Almeno non questa volta. Voglio ricordare che ho fatto la scelta di andare di parlare, di ragionarci, di passare un'ora del mio tempo lì proprio per evitare situazioni peggiori per loro. È quello che ancora non viene riconosciuto, perché se io non fossi rimasto lì a parlare, la manifestazione ovviamente sarebbe stata fatta, ma quei ragazzi sarebbero stati tolti in altre maniere. Il mio è stato un comportamento dialogante. Vorrei vedere quante persone sarebbero rimaste un'ora a parlare con persone che non volevano parlare con me. Io facevo domande e loro ovviamente non mi rispondevano».
L’opposizione
Sulle uscite delle minoranze, Pardini fa presente che le sanzioni della questura dovrebbero far capire all'opposizione «e a rimarcare che è stato un errore quello che è successo, che va bene il dissenso ma non in quella forma».l
Pietro Barghigiani
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