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Capannori, ostello “La Salana”: il Comune riduce i debiti al gestore e gli allunga il contratto


	Matteo Scannerini, consigliere comunale di Forza Italia a Capannori
Matteo Scannerini, consigliere comunale di Forza Italia a Capannori

Scannerini (Forza Italia): "Serve trasparenza, la giunta deve spiegare bene l'operazione"

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CAPANNORI. Massima trasparenza sulla gestione del patrimonio comunale e la tutela delle casse pubbliche: nasce da questi presupposti l’interrogazione consiliare depositata da Matteo Scannerini, consigliere comunale di Forza Italia a Capannori, in merito alla determinazione dirigenziale n. 1120 del 4 agosto 2026 relativa alla concessione dell’Ospitale sulla Via Francigena, l’ostello “La Salana” in via del Popolo.

Il provvedimento adottato dall’amministrazione comunale ha disposto una revisione del Piano Economico-Finanziario e l’estensione della concessione in favore del gestore, la “Quinto Miglio Srls”, uscente fino al novembre 2032. Un’operazione contabile e contrattuale su cui l’esponente azzurro chiede risposte precise e documentate alla giunta.

Nello specifico, l’atto amministrativo prende le mosse da un debito del concessionario, verso il comune, pari a circa 98. 000 euro, Iva esclusa, tra canoni di locazione non versati e utenze d’uso arretrate. A fronte di questo debito verso l’ente, il Comune ha riconosciuto scomputi e detrazioni per quasi 71. 000 euro, riducendo il credito residuo a circa 26. 500 euro e concedendone la dilazione in 75 rate mensili.

Scannerini chiede di conoscere motivazione tecnica alla base di questi abbuoni, con particolare riferimento ai conteggi applicati sulle utenze elettriche e alla scelta di accettare in compensazione spese sostenute dal privato per arredi e lavori alla cucina, con analisi precisa dei documenti giustificativi e dei preventivi di spesa.

Accanto all’aspetto della regolarità contabile, l’interrogazione di Forza Italia «pone un interrogativo di natura giuridica sull’estensione della concessione per ulteriori 54 mesi oltre la naturale scadenza del 2028 – spiega l’esponete di FI – . Un prolungamento di quattro anni e mezzo accordato in trattativa diretta, tenendo conto del Codice dei contratti pubblici e delle norme generali in materia di concorrenza ed evidenza pubblica, può costituire un’alterazione delle condizioni di gara originarie, una violazione dei limiti di proroga e una traslazione del rischio operativo d’impresa che, dal privato, muoverebbe verso le casse comunali».

Scannerini invoca chiarezza «quando si parla di risorse comunali e di beni di proprietà dell’ente. L’unico metro di valutazione deve essere il rispetto delle norme di contabilità e la salvaguardia del bilancio pubblico. Chiediamo all’amministrazione di illustrare in aula le motivazioni giuridiche che giustificano una proroga così estesa e le perizie che supportano il taglio del debito. Serve una risposta esauriente sugli interrogativi che pubblichiamo oggi, a mezzo stampa».l

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