I nostri soldi
Teatro del Giglio, dal Comune di Lucca 300mila euro per far tornare i conti di quest’anno
In atto un piano di tagli sui costi “di struttura”: il risparmio, per ora, è di 85mila euro in 3 anni
LUCCA. Aiuti pubblici e spending review. Sono questi i due binari sui quali corre il futuro del Teatro del Giglio Giacomo Puccini. Un “dietro le quinte” decisamente meno scintillante di quello che il pubblico ha visto, vede e fortunatamente vedrà sul palco. Ma un po’ per le difficoltà del mondo dello spettacolo non solo a Lucca – con sempre meno risorse a disposizione dei teatri – e un po’ per difficoltà economiche proprie e stratificate nel tempo, anche l’istituzione culturale cittadina che, da un anno a questa parte, porta anche il nome del Maestro Puccini, è costretta a correre ai ripari.
Aiuti pubblici
O meglio. A correre ai ripari intanto ci pensa il Comune con 300mila euro di risorse pubbliche in più, quest’anno, trasferite in termini di contributi al teatro (che passano da 1.400.00 euro a 1.700.000). Lo si evince dal bilancio di previsione 2026 e dalla relativa relazione del revisore dei conti, che in proposito evidenzia: «Permane pertanto una significativa dipendenza dell'equilibrio economico dai contributi degli enti pubblici e dalla tempestività della loro erogazione». E non a caso raccomanda, anche in relazione a tutta un’altra serie di situazioni, all’amministratore unico e della direzione sulla necessità di «verificare periodicamente gli scostamenti tra dati preventivi e consuntivi; aggiornare il piano di cassa in relazione ai tempi effettivi di incasso e pagamento; presidiare l'andamento dei debiti verso fornitori; assicurare l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile, anche in funzione della tempestiva rilevazione di eventuali segnali di squilibrio». Resta il fatto che per una istituzione culturale come il teatro l’investimento pubblico sia più che auspicabile, come rivendicato dall’assessore alla cultura Mia Pisano. Che in proposito cita anche il crescente sostegno ottenuto dalle sponsorizzazioni. Da qualche tempo è stato attivato il meccanismo dell’Art Bonus a favore del Giglio, che nel previsionale del 2026 ammonta a 279.500 euro (contro i 229mila del consuntivo 2025 e i 199.000 del 2024). Sempre scorrendo i numeri del documento contabile dunque nel 2026 il teatro potrà fare affidamento su poco più di 2 milioni di euro di “ricavi di struttura” (cioè contributi da Comune, Fondazioni bancarie, rimborsi da enti e Art Bonus) in aumento del 22,16% (più 376.500 euro circa) rispetto al 2025, che rappresentano il 59,3% dei ricavi totali. L’altra componente, quella dei ricavi da spettacoli, per il 2026 è invece in diminuzione del 15,67% rispetto all’anno precedente (meno 261.315 euro) per un totale di 1.405.996 euro (il 40,19% del totale dei ricavi).
Tagli
Nel frattempo, grazie all’affidamento di un incarico di consulenza al dottor Luciano Fazzi – professionista di indubbia competenza ed esperienza in materia – si cerca di far tirare la cinghia alla struttura teatro, tagliando dove possibile i costi. Operazione che, al momento, ha portato timidi benefici (previsionali), come ha riferito sempre Pisano nell’ultima seduta del consiglio comunale Pisano: «Da 1.900.000 euro di costi per la struttura si passerà a 1.815.000» ha detto l’assessore. La differenza di 85mila euro, tutti risparmi derivanti da tagli («compresa la revisione, ad esempio, dei contratti telefonici» ha riferito Pisano) che saranno visibili “solo” nel 2028, come si legge nel bilancio di previsione pluriennale. Da segnalare, sul fronte dei costi il -20% delle spese dirette per gli spettacoli (358mila euro) rispetto al 2025. Spettacoli per i quali, complessivamente si prevede di spendere (ma gran parte della cifra è stata ovviamente già spesa) 1.425.000 euro. A questi si aggiungono i costi di struttura pari a 1.900.000 in aumento (al netto della spending review citata dall’assessore Pisano) rispetto al 2025 del 3,77%. I costi di struttura “pesano” sul totale dei costi del teatro per il 54,32%.
Le previsioni pluriennali
Le strategie di riassetto economico del teatro sono più chiare osservando le previsioni pluriennali. Da qui al 2028 il teatro conta di aumentare a 1.784.000 euro i costi per gli spettacoli, consolidando l’offerta culturale (dalla quale si prevedono più entrate: da 1.405.996 de 2026 a 1.718.000 del 2028). E, come detto, conta anche di ridurre i costi di struttura (da 1.900.000 a 1.815.000 euro). Nella componente “costi” particolare rilevanza avrà la voce del personale. I costi di quello a tempo determinato scenderanno da 275.661 a 170.000 euro. In crescita quelli per il personale a tempo indeterminato: da 625.985 a 700.000 euro. l
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