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Capannori, studentessa travolta e uccisa: chiesto il processo per l’automobilista

di Pietro Barghigiani

	Valentina Tolomei e la strada dell'incidente mortale
Valentina Tolomei e la strada dell'incidente mortale

La Procura contesta l'omicidio stradale nella richiesta di rinvio a giudizio del 30enne positivo ad alcol e droga

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CAPANNORI. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’automobilista che, nella notte tra il 24 e il 25 maggio, travolte e uccise al volante della sua auto Valentina Tolomei, 17 anni studentessa del liceo Paladini, che in sella al suo scooter stava rientrando a casa.

Lo schianto sulla via Romana nei pressi dell’incrocio con via Nuova di Paganico.

Michele Malacarne, 30 anni, di Porcari, impiegato nel settore informatico in un’azienda del cartario a Carraia, comparirà a fine maggio davanti al gup Raffaella Poggi per rispondere del reato di omicidio stradale.

Positivo ad alcol e sostanze psicotrope, Malacarne era alla guida della Mercedes Classe A che alle 1, 50 di domenica 25 maggio centrò la Vespa 50 su cui si trovava Valentina Tolomei. Dopo l’arresto, durato un paio di giorni, a carico Malacarne era stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di Porcari con una limitazione oraria: dalle 20 alle 6 non poteva uscire di casa, mentre nel resto della giornata poteva spostarsi senza vincoli, ma solo nell’ambito del territorio comunale. Il giudice aveva anche concesso al 30enne la possibilità di recarsi al lavoro nell’impresa di Carraia che si trova nel comune di Capannori. Assistito dagli avvocati Marco e Nicola Poli, Malacarne, che resta senza patente, ma non ha più da mesi alcuna restrizione, con la richiesta di rinvio a giudizio diventa imputato in un processo che potrebbe non approdare a un dibattimento in aula. Poco prima dell’udienza preliminare, l’impiegato potrà scegliere di essere giudicato con un rito alternativo, dal patteggiamento (se la Procura darà l’ok a una pena inferiore ai 5 anni) all’abbreviato. Molto dipenderà anche dall’eventuale risarcimento dell’assicurazione dell’auto a favore dei familiari della vittima. Un procedimento senza la parte civile può avere un peso diverso all’esito del giudizio. Tra le carte della difesa la consulenza sulla ricostruzione cinematica dell’impatto. Secondo il professionista incaricato dall’imputato ci sono margini per discutere la posizione dello scooter della studentessa sulla carreggiata rispetto all’arrivo dell’auto. La positività all’alcol e alle sostanze stupefacenti è un dato acquisito che non viene messo in discussione. La ricerca di un’attenuante per la presunta invasione di carreggiata dello scooter è uno dei pochi, se non l’unico, elementi che la difesa può sostenere davanti al giudice. Il resto è la tragedia di una ragazza che a 17 anni ha incrociato un automobilista sotto effetto di droga e alcoll

P. B.

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