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Lucca, cercò di truffare anziani per 100mila euro: condannato

di Pietro Barghigiani
Lucca, cercò di truffare anziani per 100mila euro: condannato<br type="_moz" />

Arrestato dalla polizia avvertita da un’amica della coppia nel mirino della banda

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LUCCA. Stava per mettere le mani su un bottino di almeno 100mila euro tra orologi, preziosi e gioielli quando i poliziotti, allertati da una vicina di casa dei bersagli della truffa, lo bloccarono nel piazzale del Conad a Sant’Anna.

Arrestato in flagranza e poi rimandato a casa, a Trani con l’obbligo di firma in attesa del processo, Andrea Di Gennaio, 19 anni, incensurato, è stato condannato dal giudice Gianluca Massaro a 2 mesi con la condizionale per tentata truffa aggravata in concorso con persone non identificate.

In aula non ha fatto nomi. Ha detto di aver conosciuto una persona attraverso Facebook che gli aveva proposto di presentarsi come carabiniere per ritirare dei gioielli. Un ruolo che nell’architettura di questo tipo di raggiri viene affidato a giovani e incensurati che possono rischiare l’arresto, ma non le conseguenze di stangate a livello di condanne.

Lui dalla Puglia il 29 gennaio era arrivato in treno a Lucca. Il compare al telefono si era spacciato per un carabiniere mentre parlava con una pensionata di 82 anni.

«Hanno fatto una rapina con l’auto di suo marito, alla macchina hanno clonato la targa – aveva scandito la voce anonima – raccolga i gioielli che dovrà consegnare a un carabiniere. Se paga 20mila euro risolviamo tutto». In parallelo un secondo truffatore aveva chiamato il marito della signora, un 88enne fuori casa, dicendo di telefonare dal comando dei carabinieri di Lucca: «Ci risultano mancati pagamenti per multe a suo carico, siamo già d’accordo con sua moglie per mettere insieme i gioielli. Vada subito a casa e poi si presenti al parcheggio del Conad».

A far saltare il piano dei truffatori era stata una vicina di casa della coppia, anche lei in passato vittima di un simile raggiro, che la sorte aveva voluto nell’abitazione al momento della telefonata traditrice.

Fiutato l’inganno, aveva allertato il 112 e una volante della polizia si era schierata per intervenire nel luogo dello scambio.

Quando l’88enne si era presentato in auto nell’area di sosta, Di Gennaro si era avvicinato alla vettura, pronto a prendere in consegna il sacchetto con i gioielli. Aveva finto di farsi passare il cellulare del pensionato per parlare con il “collega”.

Una sceneggiata interrotta dai poliziotti che lo bloccarono dopo un tentativo di fugal

Pietro Barghigiani

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