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Porcari, la fabbrica che riflette il paesaggio: il progetto di via del Centenario in corsa per il premio di architettura 'The New Envelope'

Porcari, la fabbrica che riflette il paesaggio: il progetto di via del Centenario in corsa per il premio di architettura 'The New Envelope'

Alluminio ondulato e vetri a specchio danno un nuovo volto al complesso Celli.

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PORCARI. Una fabbrica degli anni Sessanta cambia volto prendendo ispirazione dall’acqua, dalle colline e dalla Torretta di Porcari. È questo il cuore del progetto di rigenerazione firmato dallo Studio Tecnico della geometra Mariella Rovai, con la co-progettazione dell’architetta Valentina Barsella, candidato all’edizione 2026 del prestigioso premio di architettura 'The New Envelope': un riconoscimento organizzato da Alpewa rivolto ad architetti, progettisti e installatori specializzati che si distinguono per idee innovative, funzionali e sostenibili legate all'involucro edilizio (facciate e coperture). L’intervento riguarda il complesso industriale della famiglia Celli, all’ingresso del paese in via del Centenario, e lega il recupero degli spazi produttivi alla storia e al paesaggio del territorio. Il punto di partenza è l’acqua, elemento che ha segnato l’identità di Porcari, cresciuto ai margini dell’antico Padule di Bientina. Un richiamo che prende forma soprattutto nelle facciate: i pannelli in alluminio grigio chiaro, con una lavorazione verticale ondulata, evocano una superficie increspata e riflettono la luce del sole, cambiando aspetto durante la giornata. Il rivestimento abbina leggerezza, riciclabilità e resistenza. Accanto al metallo, una grande parete vetrata a specchio di colore blu riflette il cielo, le montagne e la vegetazione. La 'pelle' dell’edificio diventa così il fulcro del progetto e mette in relazione gli spazi della produzione con il paesaggio circostante, richiamando il profilo delle colline e della Torretta, simbolo del paese. Al primo piano, una passerella in ferro collega gli uffici allo stabilimento: il blu del marchio aziendale ne sottolinea il percorso e il legame con l’identità della committenza. “Una fabbrica fa parte del paesaggio e della vita di un paese: la incontriamo andando al lavoro, la vediamo dalle nostre finestre, diventa un riferimento anche senza che ce ne accorgiamo – dice il sindaco, Leonardo Fornaciari –. Per questo la qualità dei luoghi della produzione riguarda tutta la comunità. In questo progetto c’è un’idea che apprezzo particolarmente: cercare nell’acqua, nelle colline e nella Torretta l’ispirazione per dare un volto nuovo a un pezzo della nostra storia industriale. Alla famiglia Celli, a Mariella Rovai, a Valentina Barsella e a tutti coloro che hanno realizzato l’intervento va il mio ringraziamento. La candidatura a 'The New Envelope' porta all’attenzione un modo di fare impresa che investe anche nel rapporto con il luogo a cui appartiene”. Il traguardo della candidatura a 'The New Envelope' 2026 premia non solo la qualità formale e concettuale del progetto firmato dallo Studio Tecnico della geometra Mariella Rovai e dall'architetta Valentina Barsella, ma riconosce il valore di un lavoro di squadra corale. Dalla sinergia con i consulenti tecnici – l'ingegnera Barbara Angeli, il geologo Marco Toschi e il perito Riccardo Del Bianco – alla maestria artigiana delle ditte coinvolte, l'opera dimostra come la visione progettuale possa tradursi in realtà eccellente grazie al contributo condiviso di competenze, dedizione e passione. Un ringraziamento speciale va ai committenti, la famiglia Celli, che ha creduto nel progetto e ha fermamente voluto l’opera, permettendo che un'idea diventasse realtà. Oggi il complesso ospita un ecosistema industriale composto da tre realtà integrate e complementari: A.Celli Spa, specializzata in macchinari e soluzioni per la produzione di tessuto non tessuto; Sadas, attiva nello sviluppo software, automazione, manutenzione predittiva e system integration e Smartlogistix, specializzata in soluzioni di automazione e logistica di stabilimento. Realtà accomunate da una forte vocazione all’innovazione e da una presenza internazionale, con una struttura a copertura mondiale e presenza diretta nelle Americhe, in Medio Oriente ed in Cina. L’edificio di via del Centenario diventa così il punto d’incontro tra memoria industriale, architettura contemporanea e innovazione tecnologica.

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