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Serie C

Livorno, che peccato: niente salto di qualità, passa il Perugia 2-1

di Fabrizio Pucci
Livorno, che peccato: niente salto di qualità, passa il Perugia 2-1

Tutti i gol nel secondo tempo: gli amaranto si svegliano troppo tardi non basta il rigore di Dionisi al 94’

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LIVORNO. Il 24 settembre 1967 per i livornesi è un giorno da segnare sul calendario perché quella domenica nacque Igor Protti. E in quelle ore gli Amaranto vinsero con il Perugia, ultima affermazione del Livorno contro gli Umbri. Nel turno infrasettimanale c’era chi sperava di aggiornare gli almanacchi dopo quasi 59 anni e invece è andato a letto con il magone causato da una non-prestazione indisponente degli uomini di Venturato che hanno fatto scena muta per quasi tutta la partita. L’1-2 finale non fa una piega e va stretto alla squadra di Tedesco. Ma dov’è finito il Livorno solido di un mese fa?  Fin dai primi minuti il Perugia sembra più in palla. Sarà che la sua classifica gli impone di trasformare la paura in coraggio, fatto è che i modesti umbri nel primo quarto d’ora mantengono il comando delle operazioni. Il loro pil è fatto da una punizione fuori di poco di Bartolomei (al 1’), di un colpo di testa di Montevago uscito di un soffio su cross di Canotto (9’) e di un salvataggio provvidenziale di Tosto su Tozzuolo al 14’. Il tutto condito da due calci d’angolo e da trame di gioco briose che vedono il pallone muoversi più velocemente dei giocatori.

E il Livorno? Fatica ad uscire, in questa fase sa che deve soffrire e lo fa con ordine e dignità. La questione, con il passare del tempo si fa seria perché all’altezza del 19’ il Perugia calcia per ben tre volte nella stessa azione verso la porta di Seghetti, ma le prime due conclusioni sono respinte in qualche modo e l’ultima – di Tumbarello - finisce alle stelle. Piano piano il Livorno tenta di risalire la china. Non mette insieme nulla di trascendentale, ma dà la sensazione di prendere le misure agli avversari. Certo, la prima azione degna di nota (girata a lato di Luperini in piena area di rigore su cross di Marchesi) arriva solo al 34’, ma è il segnale che basterebbe poco per girare l’inerzia della partita anche perché il ritmo – dopo l’inizio lancia in resta del Grifone - si è abbassato.

Alla fine, però, la mezza occasione di Luperini è l’unico, piccolo bagliore amaranto in un primo tempo di marca ospite dove c’è spazio per una botta al volo di Canotto (palla alta) e soprattutto per un errore cla-mo-ro-so di Montevago che a porta vuota, da un metro ha calciato in controtempo su Seghetti fermo sul primo palo e ormai rassegnato a raccogliere il pallone in fondo al sacco.

Tanto tuonò che piovve. A inizio ripresa Venturato non opera alcun cambio e il Perugia – dopo tanti tentativi – si presenta alla cassa e riscuote: il 9 del Perugia al 7’ difende bene il pallone in area (forse con fallo su Camporese) e lo spedisce nell’angolino alla destra di Seghetti. Il Livorno sta a guardare. Soffre a centrocampo e la difesa rimane pericolosamente esposta alle avanzate avversarie. Il gol incassato produce una reazione di nervi con una girata di Panaioli respinta sulla linea, ma è il Perugia a menar le danze (Don sfiora l’incrocio dei pali al 13’). Insomma: la prima ora di gioco è da dimenticare (eufemismo).

Il Livorno prova ad iscriversi alla partita con l’unico giocatore in grado di regalare un guizzo: Malagrida. Azione personale e destro di poco alto sopra la traversa. Il problema è che il ragazzo là davanti soffre di solitudine perché Vayrynen fa scena muta. Venturato capisce che questo tran tran è insopportabile e inserisce Peralta per Panaioli, Bonassi per Marchesi e Dionisi per Vayrynen. E’ l’abiura totale alla formazione iniziale. Cambiati i connotati, il Livorno inizia ad attaccare: cross da destra per Malagrida che però non ha nel colpo di testa la specialità della casa. Gli Amaranto non sono pericolosi, ma se non altro riescono ad avanzare. 

Inutile però, chiudere la stalla quando i buoi sono in fuga. Il Perugia va a notte in contropiede. Prima Riccardi chiama Seghetti ad un intervento prodigioso (sarà angolo), poi Bartolomei raddoppia. In chiusura Biondi si procura un calcio di rigore trasformato da Dionisi. Vince il Perugia con merito. Il Livorno deve riflettere su una prestazione oggettivamente imbarazzante nel giorno in cui un successo avrebbe chiuso a tripla mandata il discorso salvezza.

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