Livorno e il suo festival barocco itinerante. Da quest'anno anche visite guidate
L'iniziativa lanciata l'anno scorso dai maestri Sardelli e Sbolci si allarga. In città anche la rarita "Adriano in Siria" di Cherubini
LIVORNO Torna per il secondo anno il festival di musica barocca “Hortus Harmonicus”. Otto appuntamenti dal 14 novembre al 4 dicembre (tutti gratuiti tranne i due al teatro Goldoni) nei luoghi che ancora restano a rappresentare quel Settecento che fu l’età dell’oro della città di Livorno: dal santuario di Montenero alla chiesa di San Ferdinando, fino alla piccola chiesa di San Francesco nascosta dentro la Fortezza Vecchia.
L’idea nata da due affermati musicisti livornesi, Federico Maria Sardelli e Roberto Sbolci, aveva avuto lo scorso anno un tale successo da spingerli a continuare. E meno male perché quest’anno hanno aumentato gli eventi tra l’altro portando alla luce un’autentica rarità come “Adriano in Siria” opera che un giovane Luigi Cherubini compose espressamente per l’inaugurazione a Livorno del Teatro degli Armeni nel 1782 e che sarà presentata la sera del 5 dicembre al teatro Goldoni.
Oltre alla musica sono in programma visite guidate gratuite a cura della cooperativa Agave sui luoghi della Livorno barocca.
La rassegna è stata presentata ieri mattina a Palazzo comunale. «Fin da subito – ha detto il sindaco Salvetti – ci è piaciuta l’idea di un festival con queste caratteristiche: la conoscenza del periodo barocco per Livorno rappresenta un mondo da esplorare e da promuovere. In un momento in cui tutti tagliano noi teniamo botta. Ma non funziona più come prima che bastava chiedere. Ora bisogna avanzare delle proposte che diano qualcosa alla città. E riferendosi alle recenti polemiche sui fondi per il Mascagni ha detto che l’istituto potrà avere occasione di finanziamento attraverso i compensi elargiti ai musicisti che da 20mila euro sono saliti a più di 200mila».
Per Angela Rafanelli assessora alla Cultura il festival è importante anche perché ha la capacità di attrarre musicisti, cantanti e osservatori da tutto il mondo.
Sulla qualità delle proposte non si discute vista l’esperienza dei due direttori artistici Roberto Sbolci e Federico Maria Sardelli che fin dal 1984 hanno fondato l’ensemble Modo Antiquo specializzato in musica rinascimentale e barocca. Poi Sbolci che è stato allievo di Ennio Morricone ha virato verso il versante cinema occupandosi di musiche da film. Sardelli invece ha continuato senza distrazioni (tranne quelle della pittura e della satira che non ha mai abbandonato) ed è diventato il maggior esperto di Antonio Vivaldi a cui ha dedicato anche un romanzo.
Sbolci che è stato docente a New York ha ricordato che grazie al festival quest’anno ci sarà per la prima volta una master class con Bettina Hoffmann per gli studenti del Mascagni, occasione d’oro perché l’istituto non ha un dipartimento di musica antica.
Per il Goldoni partner fondamentale della rassegna il direttore Emanuele Gamba ha ricordato la lunga e faticosa gestazione dell’allestimento di ”Adriano in Siria”. Lo spartito di Cherubini creduto perduto è stato ritrovato in anni recenti, il suo ritorno a Livorno si deve all’intervento del fisarmonicista Massimo Signorini, presidente dell’Accademia degli Avvalorati e studioso: nel 1782 il teatro che ospitò l’opera di Cherubini era quello degli Armeni, più tardi diventò teatro degli Avvalorati ora non c’è più perché distrutto dai bombardamenti.
Sardelli che è un creativo vulcanico, direttore principale dell’Accademia Barocca di Santa Cecilia, ospite fisso del Maggio Musicale e della Fenice di Venezia, ha l’ambizione di portare a Livorno un pubblico sempre più qualificato e cosmopolita inserendo il festival nel circuito dei grandi festival di musica barocca europei. Ieri ha riassunto gli otto appuntamenti segnalando soprattutto l’evento dell’inizio al Goldoni il 14 alle 21, un “Gran galà Haendel” da lui diretto con la soprano Valeria La Grotta; “Lully à la Chapelle Royale” con il coro dei Musici del Gran Principe il 20 alle 21 al Santuario di Montenero; “Don Vivaldi musica per la pietà” il 25 novembre alle 21 nella chiesa di San Ferdinando, dirige lui, canta Sara Mingardo. Oltre naturalmente il gran finale al Goldoni con “Adriano in Siria” il 5 dicembre preceduta da una prova aperta la sera del 4.l
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