Il Tirreno

Livorno

La storia

«Con Trudy ho vinto l’America». Alessandra Donati da Livorno a New York col suo show

di Claudio Marmugi
«Con Trudy ho vinto l’America». Alessandra Donati da Livorno a New York col suo show<br>

L’attrice ha sbaragliato il circuito dei Fringe festival con "Nuovo orizzonte" 

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LIVORNO L’attrice livornese Alessandra Donati ha vinto l’America. Il suo monologo “Nuovo orizzonte” sulla prima donna che attraversò la Manica a nuoto, già sbarcato a Londra, arriverà a New York, grazie alla vittoria, di domenica scorsa, nel circuito dei “Fringe Festival” (rassegne multidisciplinari di arti performative nate al di fuori dei canali ufficiali istituzionali, diffuse in Europa).

Lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Alessandra Donati ha una storia creativa che procede quasi parallelamente a quella che racconta: nelle sue parole rivive la vita di Trudy Ederle, nata a New York da genitori tedeschi, classe 1905, che da giovane non sapeva nuotare (come quasi tutte le donne americane del tempo) ma divenne poi il simbolo dell’emancipazione femminile proprio col nuoto, attraversando la Manica, il 6 agosto 1926, in sole 14 ore (tre anni prima, un italiano, Ettore Tiraboschi, ne aveva impiegate ben 16).

Alessandra, alla stessa maniera è riuscita a portare il suo spettacolo al di là della Manica nei giorni del centenario dell’impresa della Ederle e adesso debutterà nella città dove Trudy è nata. Tutto comincia con la figlia di Alessandra, Nami (che in giapponese significa “onda”) che un giorno le dice: “‘Mamma, lo vuoi vedere questo film con me?’. Il film era “La ragazza del mare”, con Daisy Ridley, dedicato alla straordinaria vita di Gertrude Ederle. Alessandra ne è rimasta affascinata; ha iniziato a documentarsi sul personaggio fino a scriverne un monologo.

Lo spettacolo debutta in Valtellina nel 2025 e inizia a vincere premi: il premio di “Acrobatiche Poetiche” di Cremona, di “Casa Shakespeare” di Verona, del “Comitato Olimpiadi della Cultura”, fino ad arrivare al premio assegnato dalla “SoHo Playhouse” di New York arrivato il 25 ottobre a Catania durante le premiazioni del “Fringe Italia Off 2026”.

Prodotto da TodoModo MusicAll e I Leggendari e si avvale della collaborazione tecnica di Edoardo Bacchelli, autore della sonorizzazione e delle musiche dal vivo, e di Leonardo Battaglia, che firma la regia video, integrando riprese dal vivo e filmati realizzati appositamente per la scena. “Nuovo orizzonte” ha percorso la Penisola passando per Livorno, Catania, Roma e Milano e nell’agosto scorso è approdato a Londra, al Theatro Technis di Camden Town. Proprio questa replica di Londra ha preparato il terreno per la scommessa più grande per Alessandra: tradurre e imparare lo spettacolo interamente in inglese, per proporlo ai partner esteri del Fringe italiano.

Una scommessa vinta oltre ogni aspettativa, anche grazie alla traduzione del critico teatrale britannico Roger Kay, il primo a spingere Alessandra a tentare questo passo. Ora Alessandra e la sua compagnia si stanno preparando per questa nuova sfida che li porterà a tenere 10 repliche in due settimane a New York nel mese di dicembre: a breve quindi partirà la campagna di crowdfunding «Trudy back in New York», per contribuire a coprire parte delle spese (il circuito Fringe copre i costi del viaggio e del soggiorno, non quelli vivi “sul campo”). Il colpo di scena di tutta questa storia, anche un po’ paradossale, è che Alessandra Donati non sa nuotare: «Ma non ditelo agli americani!», si raccomanda. «Il dettaglio però che mi dà speranza è che Trudy Ederle era alta quanto me: 1 metro e 53. Lei è stata un esempio per milioni di donne, dunque, prima o poi, imparerò anch’io!». l
 

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