Attimi di paura
«Spacciava droga per strada»: condannato ex rugbista livornese di 25 anni
Protagonista della vicenda il giovane labronico Kevyn Carbonell: per lui la pena è di un anno e quattro mesi di reclusione in rito direttissimo
LIVORNO. Prima lo avevano denunciato dopo averlo trovato con 18 dosi di cocaina. Mentre il giorno successivo - siamo alla fine dell’agosto scorso - i carabinieri lo avevano nuovamente sorpreso in strada, mentre avrebbe cercato di cedere un involucro di droga a un giovane in cambio di denaro.
La condanna
Per quel secondo episodio, quando fu arrestato, è arrivata la condanna: un anno e quattro mesi di reclusione in rito direttissimo, con lo sconto automatico di un terzo della pena. Un quantum inferiore ai due anni chiesti dal pubblico ministero al termine della requisitoria. Protagonista della vicenda l’ex rugbista livornese Kevyn Carbonell, 25 anni, difeso dall’avvocato Luciano Picchi. Il giovane nelle scorse settimane è comparso davanti al giudice Ottavio Mosti per rispondere dell’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. I fatti si riferiscono a due distinti controlli eseguiti dai militari dell’Arma nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto alla vendita di droga.
I due interventi
I carabinieri della Compagnia di Livorno, comandati dalla maggiore Federica Burzio, erano impegnati nelle zone cittadine considerate più esposte al fenomeno, tra piazza San Marco, via Galileo Galilei, via Garibaldi e via Marco Mastacchi, oltre che nei quartieri di Corea e Shangai.
Il primo intervento risale al giorno precedente all’arresto. In quell’occasione il venticinquenne era stato controllato e trovato in possesso di 18 dosi di cocaina, per un peso complessivo di circa 11 grammi. Per lui era scattata la denuncia, non oggetto del procedimento penale in questione. Ventiquattr’ore più tardi, invece, i militari lo avevano nuovamente notato, questa volta in via Giordano Bruno, alla Guglia. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’ex rugbista aveva mostrato un atteggiamento sospetto e, poco dopo, avrebbe tentato di consegnare un involucro a un altro ragazzo ricevendo in cambio dei soldi. Il corrispettivo, secondo la procura. I carabinieri erano quindi intervenuti per fermarlo e verificare quanto stava accadendo. Durante l’intervento, secondo quanto riferito dai militari, Carbonell avrebbe cercato di nascondere alcuni degli involucri che aveva con sé. La perquisizione aveva permesso di recuperare otto dosi di cocaina, confezionate in involucri di cellophane termosaldati, per un peso complessivo di sei grammi. Addosso aveva anche 210 euro in contanti, somma sottoposta a sequestro nell’ambito dell’attività investigativa, in quanto ritenuta provento dell’attività illecita.
Gli accertamenti
Gli accertamenti erano poi proseguiti nell’abitazione. Alla luce degli elementi raccolti, i carabinieri lo avevano arrestato in flagranza con l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo l’arresto il venticinquenne era stato accompagnato nella propria abitazione, dove era stato posto ai domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari aveva successivamente convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, accogliendo una misura meno afflittiva rispetto ai domiciliari richiesti dalla procura. Il procedimento penale si è poi concluso in primo grado con la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, a fronte della richiesta di due anni formulata dal pubblico ministero.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=b31d33a)