Il rogo
Livorno, idraulico condannato a tre anni dopo l'arresto con 13 chili di hashish
Erano nascosti nel bagagliaio dell'auto: il ventiquattrenne era stato fermato dopo un inseguimento della polizia a Stagno
LIVORNO. È stato condannato a tre anni di reclusione dopo essere stato arrestato con oltre 13 chili di hashish nel bagagliaio della sua Mini Cooper rossa, al termine di un inseguimento a Stagno durante il quale aveva danneggiato diverse auto. Yassir Tiabi, 24 anni, idraulico marocchino originario di Scansano (nel Grossetano) e domiciliato nella frazione colligiana, è stato ritenuto responsabile per la droga trasportata e per la fuga dalla polizia di Stato. A breve, però, ci sarà l’udienza in corte d’appello, visto che la difesa ha fatto ricorso contro la sentenza di primo grado.
La vicenda risale all’anno passato, quando un equipaggio delle volanti della questura aveva intimato l’alt al giovane per un controllo. Tiabi, invece di fermarsi, ha accelerato tentando di seminare gli agenti. Ne è nato un inseguimento particolarmente pericoloso, con il ventiquattrenne che dopo averlo innescato ha imboccato anche alcune strade contromano. In via Berlinguer aveva urtato due auto, una Volvo e una Toyota che stavano percorrendo la strada, per poi proseguire la fuga fino a via di Suese. Qui si è schiantato contro altri veicoli in sosta, finendo di fatto senza più possibilità di proseguire la corsa. I poliziotti erano quindi riusciti a bloccarlo e ad arrestarlo.
Nel bagagliaio della Mini Cooper gli agenti avevano trovato 130 panetti di hashish, per un peso complessivo di 13,123 chili. Un quantitativo ingente, il cui valore sul mercato dello spaccio era stato stimato fra i 39mila e i 52mila euro, considerando un prezzo medio di tre-quattro euro al grammo. Tiabi – per il quale la procura aveva chiesto cinque anni di reclusione – è difeso dall’avvocata Barbara Luceri ed era stato trasferito alle Sughere in regime di custodia cautelare, su disposizione della pubblico ministero Alessandra Fera. Oltre alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, gli erano stati contestati la resistenza a pubblico ufficiale e il danneggiamento. Secondo l’accusa, durante la fuga il giovane aveva tenuto «una condotta di guida pericolosa per l'incolumità personale degli altri utenti della strada e del personale delle forze dell'ordine impegnato nell'inseguimento». Ora sta scontando la condanna agli arresti domiciliari.
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