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Livorno, ancora uno "scroccone" al Royal Sushi dopo il caso dei «cinque maranza»
L'uomo, all'ora di pranzo di sabato 10 ottobre, è scappato senza pagare il menu "all you can eat" che aveva consumato. L'amarezza del responsabile del locale di via Filzi
LIVORNO. Un nuovo “scroccone” al Royal Sushi a una settimana esatta dal caso dei «cinque maranza». L’episodio, il secondo appunto nel giro di pochi giorni, si è verificato all’ora di pranzo di sabato scorso, quando una persona – ripresa dalle telecamere interne del locale di via Filzi – ha mangiato da sola per poi allontanarsi senza saldare quanto dovuto. L’ennesimo caso in città, dopo quelli riportati dal Tirreno, che ha amareggiato i responsabili del locale.
A raccontare l’accaduto è stato lo stesso responsabile del ristorante, che attraverso un post sui social ha denunciato quanto successo, rivolgendosi direttamente a chi ha lasciato il debito. «Come se non bastasse si è verificato un altro episodio simile: una persona ha consumato e si è allontanata senza pagare il conto», si legge nel messaggio. Un’amarezza che nasce soprattutto dalla sensazione di vedere vanificato il lavoro quotidiano di chi manda avanti l’attività, come viene chiaramente riportato nei commenti. «Siamo sinceramente amareggiati da questi comportamenti, che dimostrano una grave mancanza di rispetto nei confronti di chi lavora ogni giorno con sacrificio, serietà e impegno», scrive il titolare, ricordando che ogni servizio e ciascun piatto hanno un valore e che non è possibile considerare il ristorante un posto dove consumare senza assumersi l’obbligo di pagare.
Domenica 4 ottobre nel locale, che prevede la formula “all you can eat” con i piatti potenzialmente infiniti dalla lista dedicata, cinque ragazzi – descritti come «maranza» – avevano consumato il menù della cena domenicale (il cui prezzo è di 29,90 euro a testa) ordinando pure cocktail, vini, prosecco e champagne, facendo salire il conto a 333,50 euro. Al momento di pagare, però, erano usciti un po’ alla volta con la scusa di fumare. Scappando poi davanti agli occhi di un dipendente. Il responsabile della società ha poi presentato querela alla stazione dei carabinieri di Livorno centro per il reato di insolvenza fraudolenta, che prevede la reclusione fino a due anni o la multa fino a 516 euro. Proprio per questo, nel nuovo messaggio, il titolare sottolinea che il locale è dotato di un impianto di videosorveglianza interno e ricorda di aver già denunciato il precedente episodio. Lo farà, nei prossimi giorni, anche in questo caso. Non vuole «alimentare polemiche», spiega, ma neppure «tacere di fronte a comportamenti che danneggiano il lavoro di chi opera nel settore della ristorazione».
Da qui l’invito rivolto alle persone coinvolte. «Siete ancora in tempo per tornare al ristorante e saldare i conti lasciati in sospeso», è l’appello, rivolto anche ai ragazzi. La possibilità di rimediare, insomma, resta aperta, purché ci sia la volontà di assumersi le proprie responsabilità. «La pazienza e la disponibilità non devono mai essere scambiate per debolezza. Il rispetto è alla base di tutto», concludono dal ristorante, chiedendo attenzione per i sacrifici di chi lavora e per le persone che ogni giorno scelgono di comportarsi correttamente. Il secondo episodio nel giro di una settimana riporta così l’attenzione sul fenomeno dei conti non pagati nei locali livornesi, dopo il caso del Royal Sushi e quello del Dollino di piazza Grande, dove otto persone si erano allontanate lasciando un conto insoluto di 547 euro. Ma non solo: venerdì scorso è stato addirittura il cliente di un albergo, il Granduca, a non voler saldare il conto: in questo caso deve alla proprietà ben cinquemila euro: due mesi di ospitalità, cene e colazioni.
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