Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Livorno dà l'addio a Roberto "Bob" Giordano, aveva 62 anni: «Amava la Libertas e il tennis»

di Martina Trivigno
"Bob" Giordano
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"Bob" Giordano

Mondo sportivo in lutto per la sua scomparsa. Il ricordo dell'imprenditore livornese Riccardo Rossato: «Regalava sempre un sorriso»

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LIVORN. Addio a Roberto “Bob” Giordano, 62 anni, un livornese che negli anni aveva saputo costruirsi un posto speciale nel cuore di molti. Amante del basket e della Libertas, ex ufficiale di campo, appassionato tennista, Bob era colto, ironico, capace di regalare agli amici risate e momenti che oggi diventano ricordi preziosi. Aveva trascorso un periodo come ospite nella Rsa di viale Boccaccio e di recente le sue condizioni di salute erano peggiorate, tanto da essere ricoverato in ospedale.

La sua era una storia che gli amici amavano raccontare come una partita divisa in due tempi. Il primo più sereno, il secondo molto più difficile. In mezzo, però, non sono mai venute meno le sue passioni, la curiosità e quella mente allenatissima che gli permetteva di spaziare dalla storia alla matematica, dalla musica allo sport. Bob era figlio di due storici commercianti livornesi: i genitori avevano il negozio in piazza Buontalenti, dove vendevano piatti, bicchieri, stoviglie e pentole. Lui aveva trovato nel basket e nel tennis due dei suoi grandi riferimenti. Al Palasport era una presenza conosciuta, al Palacecconi una vera istituzione, mentre nel mondo delle Acli era una presenza costante. A ricordarlo con particolare affetto è l’imprenditore livornese Riccardo Rossato, che con Bob ha condiviso vacanze, pranzi, partite e una quantità inesauribile di scherzi. «Lo battezzammo, durante una delle tante esilaranti vacanze insieme, come “Bob il mitico Bob” – racconta –. A volte era insopportabile per il suo carattere e, allo stesso tempo, adorabile e generoso. È i ricordi delle tante avventure vissute insieme, dalla Sardegna a Formentera, fino alla Francia del Sud. E un pranzo, forse, più di tutti gli altri. Era sorridente e scanzonato. Gli chiesi: “Com’è Bob? Buono?”. E lui: “Ci possiamo accontentare”. Resta la persona che mi ha fatto più ridere al mondo».

La Libertas era una delle sue grandi passioni. Da ex ufficiale di campo conosceva bene il mondo della pallacanestro e non perdeva occasione per parlare di partite e giocatori. Nelle ultime settimane Bob era stato ricoverato in ospedale per un peggioramento delle sue condizioni di salute.

Giovedì 8 ottobre, alle 16,30, alla chiesa dei Lupi sarà celebrato il funerale. «Ciao Bob, buon terzo tempo e grazie per la tua amicizia», conclude, commosso, Rossato. 


Martina Trivigno
 

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