Il nuovo questore di Livorno Michele Abenante si presenta: «No alle prime donne, lavoriamo con coesione»
Dall'8 ottobre ha preso il posto di Giusy Stellino, che ringrazia: «Siamo ingranaggi di uno stesso orologio». E preannuncia «una polizia di prossimità per dare risposte alle segnalazioni dei cittadini»
LIVORNO. «Vivrò a Livorno e starò in questura dalla mattina alla sera. Voglio una polizia di prossimità, attenta alle esigenze dei cittadini e pronta a dare risposte alle loro segnalazioni. Ho già visitato la città: bella e frizzante, con un lungomare fantastico. Bandecchi? Ci ho lavorato bene, lo ringrazio per le belle parole che ha avuto nei miei confronti. Come questore il mio obiettivo è operare in armonia con tutti, nelle istituzioni non devono esistere le prime donne e siamo tutti ingranaggi di uno stesso orologio. Ci pagano per questo».
Il nuovo questore labronico, Michele Abenante, si è appena insediato nella nostra provincia. E questo aspetto, non puramente geografico, tiene a sottolinearlo: «Sono il questore dell’intera provincia, non solo della città». Calabrese, 57 anni, arriva da Terni, dove aveva ricoperto lo stesso ruolo che si appresta a esercitare in via Fiume dal luglio dell’anno scorso, il cui sindaco è il livornese Stefano Bandecchi, che al Tirreno nei giorni scorsi aveva avuto parole d’elogio per il dirigente della polizia di Stato.
Abenante si è presentato alla stampa a poche ore dal suo insediamento insieme al vicario Michele Morra, anche lui da poco in città, e al capo di gabinetto Alessandro Castiglione, storica figura della questura. Succede a Giusy Stellino, in pensione dal primo di ottobre, che loda «per il grande lavoro svolto» e ringrazia insieme al capo della polizia, Vittorio Pisani. «Noi proseguiremo il suo ottimo operato – prosegue – con l’obiettivo di dare risposte alla cittadinanza. Come ha spiegato nella conferenza stampa di saluto, i numeri dei reati sono in calo, ma la percezione dei cittadini è sempre una cosa diversa. Il nostro obiettivo è sempre quello di ricevere le loro segnalazioni e di dare risposte. Solo così possiamo fare la differenza. Abbiamo un’ottima Squadra mobile, così come la digos. Il nostro impegno deve essere sia dal lato preventivo, sia da quello repressivo, con le volanti e il reparto prevenzione crimine».
Esperto di criminalità organizzata, avendo fronteggiato i Casalesi, la ’ndrangheta nella sua Calabria e i trafficanti di esseri umani dal Medio Oriente alle coste del sud Italia, «Livorno non ha problemi di infiltrazioni malavitose di tipo organizzato, ma certamente faremo approfondimenti». Nelle sue prime ore in città ha incontrato il sindaco Luca Salvetti, con il quale aveva già avuto un colloquio telefonico nei giorni scorsi, mentre ieri mattina ha partecipato al suo primo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dopo le proteste lamentate dai residenti di piazza Nilde Iotti, a Cecina, dal prefetto Giancarlo Dionisi, che ha conosciuto: «Mi ha fatto un’ottima impressione, lui è l’organo di responsabilità politica, mentre il mio è un ruolo diverso e cercherò di coordinare al meglio tutte le forze dell’ordine per attuare quanto previsto». In sintesi, il suo obiettivo, «è rendere Livorno – conclude – una città più sicura, consapevole del fattoche ha problematiche come molte grandi città italiane di spaccio di droga e reati predatori».
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