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Livorno, Fabrizio Torsi trova il ladro in salotto: «È fuggito dicendo di sentirsi un idiota»

di Claudia Guarino
Fabrizio Torsi
Fabrizio Torsi

Il poliziotto ad honorem: «L’ho sentito muoversi dalla cucina, essendo io sulla sedia a rotelle non avrei avuto modo di difendermi. Ho avuto davvero paura, ma ha lasciato la refurtiva ed è scappato uscendo dalla casa e scavalcando il cancello del cortile»

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LIVORNO. Era in cucina quando ha sentito un rumore provenire dall’altra stanza. «Sono andato a controllare in salotto e ho trovato una persona che stava rovistando nelle mie cose. Era un uomo e nel momento in cui mi ha notato per fortuna è fuggito, ma devo dire che ho avuto parecchia paura. Anche perché non so che cosa sarebbe potuto succedere se avesse avuto con sé un coltello o una pistola».

Brutta avventura per il conosciutissimo poliziotto ad honorem e dipendente della farmacia ospedaliera Fabrizio Torsi, che nel pomeriggio di martedì 22 settembre intorno alle 17 si è trovato a tu per tu col ladro nella sua casa in zona stazione.

Il rumore

«Ero con mia moglie e stavamo parlando. A un certo punto abbiamo sentito frugare in salotto e lì per lì pensavamo che fosse il gatto». Per scrupolo, però, i due sono andati immediatamente a controllare per capire che cosa esattamente stesse accadendo.

L’uomo con la borsa

«Non era il gatto – racconta Fabrizio Torsi –. C’era una persona in salotto. Aveva in mano una borsina che aveva preso lì e quando mi ha notato l’ha lasciata immediatamente». Torsi dice di non aver mai visto quella persona prima. «Non so chi fosse. Era magro e indossava dei jeans. Mi ha detto di sentirsi un idiota, ha lasciato la refurtiva ed è fuggito uscendo dalla casa e scavalcando il cancello del cortile. Era entrato dalla porta, sicuramente. L’avevamo lasciata aperta perché doveva entrare nostra figlia».

La paura

Torsi dice di aver avuto paura. «Non so cosa sarebbe potuto succedere se avesse avuto un’arma, anche perché io, essendo sulla sedia a rotelle, non sarei stato in grado di difendermi». Invece il ladro ha fatto mea culpa. «È stata una reazione particolare, la sua. Ma meno male ha avuto quella invece di dare in escandescenza e prendendosela con noi».

Il futuro

Torsi racconta che il ladro prima di entrare in casa ha fatto tappa anche dentro l’auto parcheggiata in cortile. «Mia moglie quando poi è andata in macchina – racconta il poliziotto ad honorem – si è accorta che l’uomo aveva rovistato anche lì. Avrà portato via qualche spicciolo al massimo. Per il resto, anche in casa, non mancava nulla». Torsi spiega che sta valutando il da farsi e che ancora non sa se sporgerà o meno denuncia. Ieri, comunque, ha chiamato la polizia e ha avvisato i vicini di casa. «Non riesco a fare a meno di domandarmi: e se quell’uomo dovesse tornare? Dove abito lo sa. Spero che non accada».

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