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Livorno, lo sfogo di una mamma: «Mio figlio in classe col pannolino bagnato»

di Greta Leone
Livorno, lo sfogo di una mamma: «Mio figlio in classe col pannolino bagnato»

Succede al liceo Niccolini Palli: a parlare è la madre di un ragazzo con una grave disabilità motoria

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LIVORNO. «Sono andata a prendere mio figlio a scuola per due giorni consecutivi e lui già mi diceva che non ci voleva andare. Essendo in prima superiore, pensavamo fosse l'impatto con una scuola nuova. Poi mi ha detto: “Mamma, mi vergogno di essere bagnato”. E lì ho capito che c'era qualcosa che non andava».

A parlare è la madre di un ragazzo con una grave disabilità motoria. Il figlio frequenta la prima classe Asum (indirizzo Scienze Umane) al liceo Niccolini Palli di Livorno e regolarmente ammesso. La sua, una scelta autonoma, come ribadisce mamma Valeria che con tutta la famiglia abita al Calambrone. Il “debutto” scolastico viene vissuto con grande preoccupazione. «Quanto accaduto mi ha lasciata profondamente amareggiata e, soprattutto, preoccupata per il diritto di mio figlio a vivere la scuola esattamente come tutti gli altri ragazzi».

Perché oltre alla questione “pannolino bagnato” pare esserci, a detta della donna, anche un inaspettato invito a rivedere la scelta scolastica, ad anno iniziato e libri acquistati.

«Per ore bagnato»

La mamma spiega le fragilità del figlio, ragazzo tetraplegico che non ha controllo sfinterico, per questo necessita del pannolino. «Negli anni passati il cambio era sempre stato effettuato dal personale Ata. Lo sapevano che portava il pannolino – spiega - La situazione era stata affrontata anche nel “Glo finale” – gruppo di lavoro operativo - e comunicata alle Funzioni strumentali della nuova scuola. Per questo non ci si può trovare, dopo due giorni dall'inizio, a dover risolvere una situazione che avrebbe dovuto essere organizzata prima».

Secondo la madre, nei primi due giorni di scuola il ragazzo è tornato a casa con il pannolino bagnato. «Quando ho chiesto spiegazioni mi è stato detto che avrei dovuto presentare una richiesta ai servizi sanitari per ottenere un operatore dedicato al cambio. Ho risposto: questo me lo dite ora, a scuola iniziata? Il tempo di fare la richiesta e che venga accettata chissà quanto passa. Non posso mandare mio figlio a scuola sapendo che potrebbe rimanere per ore bagnato. Già dopo due giorni era irritato nelle parti intime. Non è una questione di comodità, ma di dignità, igiene e benessere».

In sostanza come dice la madre «non era presente personale adeguatamente individuato per occuparsi del suo cambio».

È indignata e amareggiata. Conosce bene il valore storico e il prestigio della scuola nella quale hanno studiato personalità importanti come Pietro Mascagni e Amedeo Modigliani e dove ha insegnato anche l'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. «Proprio per questo, ciò che è accaduto mi ha colpita ancora di più: ho fatto presente che, se questa necessità doveva essere formalizzata attraverso una procedura specifica, tale esigenza avrebbe dovuto essere affrontata prima dell'inizio dell'anno scolastico. Non è pensabile che, nell'attesa dei tempi burocratici necessari per una richiesta, un ragazzo venga lasciato per ore con il pannolino bagnato».

In dubbio la scuola

Alla vicenda dell'assistenza si è aggiunta quella relativa alla scelta dell'istituto. La famiglia risiede al Calambrone mentre il ragazzo ha scelto di frequentare una scuola a Livorno anche per coltivare la sua passione per la musica.

«Prima dell'iscrizione, la preside precedente Teresa Cini, sapendo della disabilità motoria, ci aveva contattato per proporre un percorso alternativo all'indirizzo musicale, visto che mio figlio non riesce a impugnare agevolmente uno strumento. Così lo abbiamo iscritto a Scienze Umane, con alcuni laboratori di musica. Ho accettato sulla base di quella possibilità».

Cini è in pensione. Dal 1° settembre la dirigente reggente è Simona Michel. A detta della mamma dello studente la famiglia avrebbe ricevuto indicazioni diverse. «Ora, a scuola iniziata, ci viene invece detto che quelle condizioni non potrebbero essere mantenute e che sarebbe opportuno rivedere la scelta. Alla mia domanda su chi avrebbe dovuto rimborsare le circa 400 euro già spese per i libri scolastici, mi è stato risposto: "Chi le ha detto di comprarli? " Sono rimasta senza parole. Perché un ragazzo con disabilità dovrebbe essere considerato diverso dagli altri ancora prima di iniziare il proprio percorso scolastico?”».

Nonostante la disabilità, il ragazzo studia, affronta verifiche e interrogazioni e utilizza modalità alternative per scrivere, dettando verbalmente ciò che vuole mettere su carta. «È molto intelligente, parla benissimo e fa tutto quello che fanno gli altri ragazzi, semplicemente con modalità diverse. Ha sempre seguito i programmi scolastici, con gli adattamenti necessari in alcune materie. In italiano, storia, geografia e lingue ha ottenuto risultati eccellenti. Non perché gli siano stati regalati, ma perché se li è meritati».

La scuola, racconta la madre, è sempre stata importante per lui: «Lui ama andarci. Gli piace stare con gli altri ragazzi, imparare, partecipare. Anche quando aveva il raffreddore voleva andarci. E adesso questa situazione rischia di fargliela vivere come qualcosa da cui doversi difendere».

Tra le sue passioni c'è la musica, coltivata anche attraverso la scrittura. Alcuni suoi testi sono diventati una canzone e un video musicale, mostrando una sensibilità che la madre considera importante valorizzare.

La richiesta della madre è che «la situazione venga chiarita e risolta, garantendo la possibilità di frequentare la scuola scelta, senza che la disabilità diventi un ostacolo». «Chiedo che mio figlio venga visto per quello che è – conclude –: un ragazzo che vuole studiare, fare musica, stare con i suoi coetanei e costruire il proprio futuro. L'inclusione deve essere concreta, partire dall'accoglienza e permettere a ogni adolescente di entrare a scuola senza sentirsi dire, direttamente o indirettamente, che forse sarebbe meglio andare altrove».

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