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Livorno

L'operazione

Ex rugbista di Livorno arrestato con soldi e cocaina

di Stefano Taglione
Una pattuglia dei carabinieri (foto d'archivio)
Una pattuglia dei carabinieri (foto d'archivio)

Il venticinquenne è stato fermato dopo che il giorno precedente, ricostruiscono i carabinieri, era stato denunciato con 18 dosi di "polvere bianca" pronte alla vendita

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LIVORNO. Lo avevano già denunciato il giorno prima, dopo averlo trovato con 18 dosi di cocaina pronte per essere vendute. Ventiquattr’ore dopo i carabinieri lo hanno nuovamente sorpreso in strada, questa volta mentre avrebbe tentato di cedere un involucro di droga a un giovane in cambio di denaro.

Per questo l’ex rugbista livornese Kevyn Carbonell, 25 anni, è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata messa a segno dai carabinieri della stazione di Livorno centro, impegnati in un servizio di controllo nelle zone cittadine considerate più esposte al degrado e allo spaccio. I militari erano presenti, infatti, fra piazza San Marco, via Galilei, via Garibaldi e via Mastacchi, oltre che nei quartieri di Corea e Shangai.

Il venticinquenne, difeso dall’avvocato Luciano Picchi, è stato notato in via Giordano Bruno con un atteggiamento ritenuto sospetto. Poco dopo, infatti, avrebbe cercato di consegnare un involucro a un altro giovane ricevendo in cambio dei soldi. I militari sono quindi intervenuti, raggiungendolo e fermandolo per un controllo. Durante l’intervento Carbonell avrebbe cercato di nascondere alcuni degli involucri che aveva con sé. Perquisito, aveva addosso otto dosi di cocaina, confezionate in involucri di cellophane termosaldati, per sei grammi di peso, oltre a 210 euro in contanti.

Le operazioni sono poi proseguite con verifiche nella sua abitazione. Il giorno precedente allo stesso arresto, sempre i carabinieri, lo avevano controllato trovandolo con 18 dosi, per circa 11 grammi, di cocaina. In quel caso era scattata la denuncia. Dopo l’arresto il venticinquenne è stato accompagnato nella propria abitazione e posto ai domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La procura aveva chiesto i domiciliari.

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