Evade dai domiciliari dopo la rapina al tabaccaio: ora è in carcere - Chi è
Il ventinovenne trovato fuori casa dai carabinieri: per lui si sono aperte le porte delle Sughere. L'assalto in un negozio di via Grande
LIVORNO. Era finito ai domiciliari dopo essere stato arrestato per una rapina impropria a un tabaccaio cinese di via Grande. Ma ha violato la misura cautelare, evadendo: si è allontanato da casa senza autorizzazioni. E i carabinieri lo hanno rintracciato e nuovamente fermato. Per Assil Ben Salah – 29 anni, tunisino e residente in città – si sono aperte le porte delle Sughere.
Secondo quanto ricostruito, il giovane nordafricano era entrato nel negozio del centro chiedendo di acquistare delle sigarette. Avrebbe preso le “bionde” e si sarebbe poi diretto all’uscita senza pagare. Quando il gestore ha cercato di fermarlo, avrebbe estratto un coltello, minacciandolo e riuscendo così a guadagnarsi la fuga. La segnalazione al 112 aveva fatto scattare immediatamente le ricerche. I militari dell’Arma lo avevano rintracciato poco dopo e, durante la perquisizione, avevano trovato sia le sigarette che il coltello che sarebbe stato utilizzato per intimidire il commerciante asiatico. A ricostruire ulteriormente quanto accaduto avevano contribuito anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.
Ben Salah era stato quindi arrestato in flagranza di reato con l’accusa di rapina impropria. Poi il giudice per le indagini preliminari aveva convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti i domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico per il controllo telematico degli spostamenti. Una decisione diversa da quella richiesta dalla procura, che avrebbe subito voluto il carcere. Nei giorni successivi, però, è arrivata la violazione. Ben Salah si sarebbe allontanato dall’abitazione dove avrebbe dovuto rimanere ai domiciliari, evadendo.
Per il ventinovenne non si tratta peraltro del primo procedimento penale che lo vede coinvolto. Un precedente risale al marzo di cinque anni fa, quando aveva 25 anni. Anche in quel caso la vicenda aveva coinvolto un carabiniere, sull’isola di Capraia. Il militare, in borghese, lo aveva sorpreso sul porto poco prima della partenza della nave per Livorno mentre, secondo l’accusa, stava fumando uno spinello. Il carabiniere, in tribunale, aveva sempre sostenuto di essersi qualificato prima di procedere al controllo. Ne era nata una lite e Ben Salah lo avrebbe colpito con una gomitata al costato sinistro.
Dopo essere stato immobilizzato, il giovane era stato accompagnato nella caserma dell’isola e identificato. Il carabiniere, invece, era stato portato al centro infermieristico per essere visitato. Era stato dimesso dopo poche ore, con un forte dolore al costato, ma senza conseguenze preoccupanti. Quel procedimento è arrivato a sentenza: Ben Salah è stato condannato a sei mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale e assolto dall’accusa di lesioni personali. Una pena poi sostituita con i lavori di pubblica utilità.
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