Livorno, entra nel bar alla stazione e aggredisce la dipendente
Un’escalation di violenza apparentemente senza fine, con i colleghi e i clienti attoniti
LIVORNO. Prima l’ha apostrofata con insulti irripetibili. Poi, piazzandosi davanti al registratore di cassa, l’ha colpita in faccia con i cartelli promozionali, i prodotti in vendita e ogni altro oggetto che avesse in quel momento fra le mani.
Violenza attorno alle 6,30 di ieri mattina, lunedì 24 agosto, al Bríccocafè della stazione ferroviaria di Livorno centrale, l’unico bar dello scalo che dall’alba e fino alle 18 offre il servizio di ristorazione ai numerosi viaggiatori che si spostano per lavoro o per svago in treno dalla nostra città.
Cosa sappiamo
Il locale era aperto da mezz’ora. Un giovane – poi identificato per un romano di circa 25 anni – entra all’interno del bar. Dà in escandescenze, si mette a insultare chiunque. Viene richiamato all’ordine dalla responsabile del Bríccocafè. Ma non demorde. Anziché ascoltare i consigli della donna, che le si era rivolta in modo totalmente conciliante e pacifico pregandolo di non fare confusione, prosegue nelle sue folli invettive, raggiungendo la cassa e aggredendola. Le tira addosso di tutto: i cartelli promozionali con i menù e i prezzi delle colazioni, gli snack e ogni altra cosa gli capiti fra le mani. Un’escalation di violenza apparentemente senza fine, con i colleghi e i clienti attoniti. La donna, in qualche modo, da dietro il bancone riesce a sfuggire all’aggressore, anche se i segni sul suo volto sono evidenti: sotto agli occhiali ha diversi graffi. Le conseguenze dei lanci degli oggetti del venticinquenne, che probabilmente aveva raggiunto Livorno con un convoglio regionale nelle ore precedenti, forse domenica sera.
L’arrivo dei carabinieri
Immediata la chiamata al 112, con l’arrivo dei carabinieri, dato che in quel momento la polizia ferroviaria – che ha il suo ufficio al binario uno, a poca distanza dall’ingresso del bar lato banchina – non è ancora in servizio. Lo sarà comunque poco dopo. I militari della Compagnia di Livorno, comandati dalla maggiore Federica Burzio, trovano il venticinquenne ancora lì e lo identificano. Servirà la querela della barista, che fino a ieri mattina aveva deciso di non farsi refertare al pronto soccorso, per procedere con l’iter penale, senz’altro per il reato di lesioni personali.
L’intervento della polfer
Poco dopo il giovane, in piazza Dante, darà in escandescenze un’altra volta, fra l’altro rischiando di essere linciato dai passanti. In questo caso, però, la polfer è lì: gli agenti sono entrati in servizio e intervengono subito. Lo bloccano, lo identificano nuovamente e si assicurano che salga su un treno per Roma Termini, come ha fatto. «Questa persona – spiega un testimone oculare – non l’avevamo mai vista in stazione. Al bar probabilmente non voleva neanche rubare, perché non ha preso niente, ha aggredito una barista senza alcun motivo. Aveva dato in escandescenze, non è chiaro se sotto effetto di qualche sostanza. Non è possibile che i dipendenti lavorino in questo stato di insicurezza», conclude l’avventore.
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