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Livorno, carburanti alle stelle: ecco dove costano meno. Stessa insegna prezzi diversi? C'è un motivo

di Flavio Lombardi
Livorno, carburanti alle stelle: ecco dove costano meno. Stessa insegna prezzi diversi? C'è un motivo

Il diesel supera i 2 euro ovunque, la benzina sopra 1,94. In cinque mesi l’aumento medio oscilla tra 10 e 20 centesimi

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LIVORNO. La benzina supera in generale la soglia dei 2 euro al litro sulla rete stradale nazionale, mentre il gasolio continua a salire ancora più su e raggiunge vette mai viste fino ad ora. Il nuovo rincaro arriva nella fase del controesodo e a pochi giorni dalla scadenza del taglio temporaneo delle accise sul diesel. Insomma, lo sconto fiscale scade il 25 agosto e senza una proroga il gasolio può schizzare di altri 17 centesimi e sfondare il muro dei 2,2 euro al litro.

Con queste premesse, il Tirreno ha fatto il medesimo giro di distributori di Livorno oggetto di indagine in data 12 marzo. Vale a dire, quasi cinque mesi e mezzo dopo, con il riscontro che fare pieno alleggerisce ulteriormente il portafoglio.

All’epoca, benzina e gasolio avevano già imboccato la strada che piace poco all’utente della strada, ma ieri (sabato 22 agosto), la fotografia è stata decisamente più pesante: nella nostra rilevazione, il diesel (aumentato in media di 10 centesimi) non scende mai sotto 2,084 euro al litro e arriva fino a 2,139, mentre la benzina (che costa mediamente 20 centesimi in più rispetto a 5 mesi fa) va da 1,909 a 2,119 euro. Un confronto ancora più eloquente se si pensa che la volta scorsa il gasolio oscillava fra 1,848 e 2,059 euro e la verde fra 1,737 e 1,870. In pratica, il prezzo più basso del diesel trovato il 22 agosto presso gli stessi impianti, supera persino il massimo registrato alle soglie della primavera.

Il viaggio è partito da via Firenze, da sempre uno degli assi dove la concorrenza tra insegne rende più facile confrontare i cartelli. All’Ip del civico 10 la benzina è salita da 1,839 a 1,949 euro e il diesel da 2,049 a 2,099.

All’Eni del civico 30 la verde passa da 1,784 a 1,964, mentre il gasolio vola da 1,924 a 2,119, quasi venti centesimi in più. Il Q8 è a 1,949 per la benzina e 2,099 per il diesel, contro 1,759 e 1,880 della rilevazione precedente.

La Esso si ferma invece a 1,909 e 2,099. Lo Slac, che a marzo proponeva gasolio a 2,029, è attualmente chiuso per ferie. Spostandosi su viale Petrarca, colpisce soprattutto l’allineamento del diesel: Tamoil, Shell e Q8, segnano tutti 2,119 euro al litro. Ma la benzina racconta una storia diversa: 1,969 al Tamoil, 1,989 alla Shell e 2,029 al Q8. A marzo erano 1,778, 1,799 e 1,779. Proprio il Tamoil mostra uno dei balzi più pesanti sul gasolio, passato da 1,869 a 2,119: venticinque centesimi in più al litro. Significa 12,50 euro aggiuntivi su un rifornimento da 50 litri.

Sulla Variante il Q8 lato Mare è passato da 1,799 a 2,029 per la benzina e da 2,059 a 2,119 per il diesel; il lato Monte è invece chiuso per cambio gestione ed è transennato. In viale Boccaccio il Q8 propone il gasolio meno caro tra gli impianti osservati, 2,084 euro, con la benzina a 1,954: a marzo erano 1,999 e 1,739.

Poco più avanti, l’Eni di viale Boccaccio e quello di via Marradi viaggiano entrambi a 2,004 per la verde e 2,119 per il gasolio. A marzo il diesel era a 1,924 in entrambi, mentre la benzina costava 1,784 in viale Boccaccio e 1,774 in via Marradi.

A Barriera Roma si è passati da 1,769 a 1,999 per la benzina e da 1,918 a 2,114 per il diesel. All’Ip di viale Ippolito Nievo, la benzina passa da 1,737 a 1,967 e il gasolio da 1,947 a 2,097. Alla Shell di via Caduti del Lavoro si registra il picco della rilevazione: 2,119 per la benzina e 2,139 per il diesel, contro 1,849 e 2,059 di marzo.

L’Ip di via Leonardo da Vinci arriva anch’esso a 2,139 sul gasolio, mentre il Tamoil di via dell’Artigianato è forse il caso più evidente: il diesel, che il 12 marzo costava appena 1,848 euro, oggi è a 2,119. Sono 27,1 centesimi in più al litro, cioè 13,55 euro sui soliti 50 litri presi ad esempio. Il rincaro annotato, è una istantanea che colloca Livorno pienamente dentro una corsa al rialzo che riguarda ormai tutto il Paese. Ieri, la media nazionale self è arrivata a 2,008 euro per la benzina e 2,128 per il gasolio; in Toscana siamo rispettivamente a 2,010 e 2,132.

Dietro c’è una crisi energetica che continua a risentire delle tensioni in Medio Oriente, delle difficoltà nei flussi attraverso lo stretto di Hormuz e delle conseguenze dei conflitti che stanno colpendo anche produzione, raffinazione e trasporto dei prodotti petroliferi. Il Brent (prezzo di riferimento del petrolio), nei giorni scorsi, è tornato vicino ai 94 dollari al barile. E quando si stringe l’offerta dei prodotti raffinati, il diesel tende a soffrire ancora di più.

Resta una domanda: perché due distributori con la stessa insegna possono avere prezzi diversi? Perché il marchio non significa necessariamente tariffa unica. Sul prezzo finale incidono il contratto di approvvigionamento, l’efficienza e i costi di gestione dell’impianto, la modalità self o servito, i volumi venduti, la concorrenza presente nella zona e le politiche commerciali del singolo gestore e della società che lo rifornisce. È così che due Ip a poche centinaia di metri, come quelli di via Firenze, possono differire di due centesimi sul diesel e altrettanto sulla benzina. E in tempi di rincari anche pochi millesimi diventano una leva per attirare automobilisti.

La morale, per chi deve fare rifornimento, è scritta nei numeri. A marzo si cercava di restare sotto i due euro; oggi per il diesel quella soglia è semplicemente sparita dalla mappa. E anche la benzina, pur mantenendosi in alcuni casi sotto quota due, l’ha superata in diversi impianti.

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