Folla in lacrime per l’ultimo saluto a Roberta Celli, morta nel crollo del terrazzo: «Rimarrai nei nostri cuori»
Livorno, la docente ha perso la vita dopo il cedimento del balcone della sua abitazione in via Bonomo. Gli alunni del liceo linguistico: «Non ti dimenticheremo mai»
LIVORNO. «Roberta non meritava di morire e soprattutto non meritava di morire così». È il commento unanime che si sono scambiate fra loro le persone che hanno riempito ieri pomeriggio, fino all’ultimo posto disponibile, la chiesa di Nostra Signora di Fatima, nel quartiere di Corea, per rendere l’ultimo saluto a Roberta Celli, l’insegnante del liceo Cecioni, originaria del Piemonte - anche professoressa all’isola d’Elba, poi in varie scuole cittadine prima di arrivare in via Galileo Galilei - morta per il cedimento del terrazzo del suo appartamento di via Bonomo il 14 agosto scorso.
Nell’inchiesta penale, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Rizzo, risulta indagato l’amministratore del condominio, Andrea Arrighetti della "Giulio Giulietti snc". Al professionista, difeso dall’avvocata Anna D’Angelo, sono contestati il crollo e l’omicidio colposo. È stato ascoltato nei giorni scorsi in procura.
«Soprattutto non meritava di morire una splendida persona e una straordinaria insegnante come Roberta - è il commento di Valeria Tognotti, collega della donna scomparsa - che sapeva istituire con i ragazzi un rapporto straordinario».
Davanti al feretro nella chiesa moltissimi ragazzi del liceo Cecioni sia per rendere omaggio alla loro professoressa di lettere sia per affetto della figlia di Roberta, Margherita, che studia nella stessa scuola superiore. Il fratello gemello Alessandro è invece studente del liceo Niccolini Palli. Calciatore del "Gruppo Sportivo Carli", Alessandro è stato accompagnato alla cerimonia da tutti i suoi compagni di squadra in divisa sociale. In prima fila i figli accanto ai figli Tommaso Monteleone, marito di Roberta, agente di commercio.
Ad officiare padre André Mendes, il quale ha ricordato «che il mistero di Cristo parla di morte e poi di resurrezione. E anche per Roberta la morte non è eterna ma verrà il momento che le persone che l’hanno amata la rivedranno».
Maria Teresa Ruocco è un insegnante di sostegno che lavorava a stretto contatto con Roberta: «Era straordinaria bel rapporto con i ragazzi. Una sensibilità fuori dal comune. Soprattutto nei confronti di qualche studente che necessitava di qualche attenzione maggiore».
Le fa eco Matilde Monteverdi, insegnante di inglese nella stessa scuola superiore livornese: «Non posso che ripetere quello che non possono ripetere tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscere Roberta: una grande persona attenta alla formazione dei ragazzi e con un interesse personale verso tutte le forme organizzate di aiuto l prossimo. Di recente aveva organizzato un incontro alla scuola con gli operatori di Emergency».
Attaccato al cancello della scuola un cartello scritto a mano: «Non ti dimenticheremo mai. I ragazzi della prima C liceo linguistica». Non mancano inoltre i ricordi su Facebook: Kari Stumpo Sprotti scrive: «Non riesco a crederci: eri la mia amica del cuore, la mia vicina di casa, la mia compagna di giochi delle elementari. Riposa in pace cara Roberta». Un’altra amica, Lisa: «Questa disgrazia è stato un fulmine a ciel sereno. Terribile notizia che mi ha sconvolto. Un abbraccio lassù dove sei ora». Le fa eco Elena Vestri: «Non riesco a crederci. Da lassù proteggerai Tommaso, Margherita e Alessandro. E tutti noi che ti abbiamo voluto bene. Il tuo sorriso, la tua dolcezza, la tua intelligenza e la tua dizione al lavoro e alla famiglia rimarrà nei nostri pensieri. Porterò nel cuore con gratitudine i ricordi speciali dei momenti condivisi con i nostri bimbi e con te». Dopo la cerimonia il feretro è stato trasportato al cimitero dei Lupi, dove la salma è stata cremata al tempio funerario.
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