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Livorno

Il caso

Livorno, dissequestrato lo yacht dell’emiro: era stato fermato ai Cantieri Benetti

di Stefano Taglione

	Il “Queen Mavia” dell’emiro Saeed Bin Jabral Suwaid
Il “Queen Mavia” dell’emiro Saeed Bin Jabral Suwaid

Risolta la controversia dopo un incidente a Castellammare di Stabia con un altro mega panfilo: stipulato un accordo. In questi giorni il “Queen Mavia” è in navigazione fra Tunisia e Sicilia

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LIVORNO. Il "Queen Mavia" non è più sotto sequestro. Il super yacht di 62 metri dell’emiro Saeed Bin Jabr al Suwaidi, valutato circa 35 milioni di euro, da mesi è stato "liberato" dal tribunale di Torre Annunziata al termine della controversia civile nata da un incidente avvenuto nell’estate del 2023 nel porto di Castellammare di Stabia, in Campania.

Nel frattempo, infatti, c’è stato un accordo con gli assicuratori. In questi giorni, in panfilo, sta navigando al largo della Sicilia: l’ultima rotta, secondo il sito Marinetraffic.com, è stata da Biserta, in Tunisia, a Palermo. La decisione fa quindi venire meno il vincolo che impediva alla società proprietaria di disporre dell’imbarcazione, finita al centro di una disputa milionaria con i proprietari di un altro superyacht, lo "Slipstream".

Il "Queen Mavia", che batte bandiera delle Isole Marshall, si trovava ai Cantieri Benetti di Porta a Mare a Livorno, dove prima della decisione era stato sottoposto ad alcuni interventi di manutenzione e refitting. La vicenda era cominciata nell’agosto del 2023, quando il panfilo si trovava a Castellammare. Un parabordo, dotato di alcune escrescenze, aveva urtato accidentalmente lo scafo dello "Slipstream", 60 metri di lunghezza e natante altrettanto lussuoso. Un incidente apparentemente banale, ma che ha dato origine a una controversia sulle conseguenze economiche del danneggiamento.

Le due società proprietarie, entrambe regolarmente assicurate, non erano infatti riuscite a trovare un accordo sull’ammontare. A complicare la situazione era stata poi la messa in vendita del "Queen Mavia", comparso sui portali specializzati a una cifra nell’ordine dei 35 milioni. I proprietari dello "Slipstream" avevano così chiesto un provvedimento cautelare per evitare che, in caso di vendita, diventasse più difficile recuperare le somme dovute. La società proprietaria, riconducibile all’imprenditore emiratino, ha sede all’estero e proprio questo elemento aveva alimentato i timori della controparte.

Il nodo riguardava soprattutto la quantificazione dei danni provocati dall’urto con il parabordo: le parti avevano valutazioni differenti anche sull’estensione della superficie dello "Slipstream" interessata dal danneggiamento.

Il "Queen Mavia" - stando ai portali specializzati - è uno dei super yacht più esclusivi in circolazione. Costruito nel 2001 dal cantiere olandese "Oceanco" e sottoposto a un importante refitting nel 2020, può ospitare una dozzina di persone in sei suite, oltre all’equipaggio. A bordo ci sono una palestra, sauna, sala massaggi e una vasca idromassaggio con acqua di mare, oltre ad arredi di pregio e ambienti rivestiti di marmo e onice. Può raggiungere una velocità massima di circa 16 nodi. Il panfilo, originariamente chiamato "Lady Christine", è riconducibile a Saeed Bin Jabr al Suwaidi, fondatore del gruppo Bin Jabr, attivo in diversi settori industriali. Il suo patrimonio netto viene valutato all’incirca un miliardo di dollari. Fino all’anno scorso, quando c’era stato il sequestro, il gigante del mare era rimasto fermo nel piazzale dei Cantieri Benetti per i lavori. Poi in attesa dell’accordo.

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