Il Tirreno

Livorno

La scomparsa

Livorno, lutto nel mondo remiero: muore a 58 anni Fabio Gradassi

di Stefano Taglione

	Fabio Gradassi, morto a 58 anni
Fabio Gradassi, morto a 58 anni

Sportivo di prim’ordine, era dipendente della Coop a Rosignano. L’amico Fabrizio Mori: «Ha lottato come un leone, mi mancherà»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Ha lottato come un leone. Mi mancherà». È il ricordo commosso di Fabrizio Mori, uno degli amici più stretti di Fabio Gradassi, morto nel reparto di rianimazione nella mattinata del 21 agosto, all’età di 58 anni. Da tempo combatteva contro una grave malattia. Lascia la moglie Elena.

Gradassi, conosciuto da molti anche con il soprannome di “Cioni”, era una figura molto conosciuta nell’ambiente della voga livornese. Aveva iniziato a vogare nel Montenero, per poi passare al Venezia e al Borgo Cappuccini, vestendo i colori di diverse sezioni nautiche e partecipando a numerose competizioni. Tra i risultati più importanti della sua carriera c’è la vittoria al Palio Marinaro del ‘97 con il Venezia, in un equipaggio allenato da Nilo Bitossi. Un successo rimasto nella memoria di chi in quegli anni viveva intensamente le gare remiere cittadine.

«Era una persona buona, sempre disponibile», racconta Mori, che con Gradassi aveva condiviso anche una parte importante della sua esperienza sportiva. I due si erano conosciuti nel 1998, quando remavano insieme nel Borgo. Da allora era nata un’amicizia durata quasi trent’anni. «Era difficile sentirgli dire di no. Cercava sempre di essere presente quando qualcuno aveva bisogno». Un tratto umano che, secondo gli amici, lo descrive forse meglio ancora dei risultati ottenuti nelle competizioni.

La notizia della morte ha colpito profondamente anche il mondo della voga. Lo storico dirigente del Venezia Emiliano Fanelli lo ha ricordato sui social: «La sua bontà e la sua forza di grande rematore erano nel suo Dna. Insieme abbiamo vissuto momenti vincenti e sempre felici». E poi il ricordo personale di quel saluto che Gradassi gli rivolgeva ogni volta che lo incontrava: «Mi mancherà il suo “Bello Fanelli” quando mi vedeva. Un abbraccio Fabione ovunque tu sia, il Venezia ti ricorderà sempre».

Attorno alla famiglia si sono stretti in queste ore tanti amici e rappresentanti delle sezioni nautiche. Un mondo che, spiega Mori, va oltre la competizione sportiva. «Dietro le gare, in cui magari il pubblico vede solo la parte agonistica, c’è tantissima solidarietà e amicizia tra i vogatori, uniti dalla condivisione delle fatiche». Da qui anche i tanti messaggi arrivati dopo la notizia della scomparsa, che hanno accompagnato la moglie Elena in queste ore dolorose.

Gradassi era conosciuto anche al di fuori della voga, soprattutto tra Castellaccio (dove abitava) e Montenero, dove aveva molti amici. Nella vita lavorava come addetto alla Coop di Rosignano. Da giovane aveva praticato ciclismo, mentre tra le sue passioni c’erano anche le escursioni a cavallo. «Era un ragazzo con cui si stava bene in compagnia», lo ricorda Fabio Calvelli. «Aveva un carattere affabile, era una persona con cui era piacevole stare».

Una vita segnata dallo sport, dalle amicizie e dalla passione per il mare, ma soprattutto dalla capacità di costruire rapporti che sono rimasti nel tempo. Anche durante la malattia, raccontano gli amici, Gradassi ha continuato a combattere con la sua consueta determinazione. Il funerale è fissato per sabato 22 agosto alle 15,30 nella camera mortuaria dell’ospedale. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Maltempo 

La situazione

Maltempo in Toscana: tre persone salvate da una frana, strage di alberi e tetti scoperchiati per il forte vento – La mappa dell’emergenza

di Redazione web

Qui Valdinievole

Tetti scoperchiati, alberi caduti e strade allagate: il maltempo mette in ginocchio Montecatini