Le previsioni
Livorno, camionista di 62 anni accerchiato e rapinato in piazza
Era a Livorno per lavoro, gli hanno rubato il portafoglio con soldi e documenti
LIVORNO. Era a Livorno per lavoro. Doveva passarci la notte. Così ha parcheggiato il camion vicino a un’area di servizio e ha raggiunto a piedi il centro. Ma al momento di rientrare, dopo cena, mentre camminava all’altezza di piazza Garibaldi, è stato accerchiato da cinque uomini e rapinato.
È ancora scosso, mentre lo racconta, il camionista di 62 anni, originario di Mantova, che si è trovato a fare i conti con questo brutto episodio. Ieri mattina, prima di ripartire da Livorno per riprendere il suo lavoro in giro per l’Italia, ha sporto denuncia alla polizia. La stessa polizia che lo ha soccorso mercoledì sera, subito dopo la chiamata al 112.
L’uomo ha scelto di ripartire subito e di non farsi visitare in ospedale, nonostante un dolore alla spalla. «Non ho preso né pugni né sberle, ho preso uno spintone, poi uno di loro mi è caduto addosso nel tentativo di bloccarmi». Il racconto è di pochi minuti che nessuno vorrebbe mai trovarsi a vivere: «Stavo tornando verso il camion con i miei cagnolini, che viaggiano con me. Erano più o meno le 23.30. Lungo la strada, vicino alla piazza con le baracchine, il primo uomo mi ha chiesto una sigaretta. Subito è arrivato il secondo. In un attimo erano cinque. Mi hanno sfilato il portafoglio, se lo sono lanciato tra di loro. È stato tutto veloce, concitato, uno è caduto sopra di me. Mi sono sembrati stranieri e italiani, sopra i 25 anni, non sono riuscito a vederli bene tutti. Ho cercato di fermarli, ma si sono dati alla fuga. Mentre scappavano ho gridato di prendere i soldi, 70 euro, ma di lasciarmi i documenti. Nel portafoglio c’erano tutti i miei documenti di identità, le patenti. Niente. Ho chiamato la polizia col cellulare che mi era rimasto in tasca, poi ho sporto denuncia. In quel momento in strada non c’era nessuno, solo un residente della zona, che ha parlato con gli agenti. Guardi, scriva pure quello che è accaduto, ma se può non metta il mio nome. È stato brutto. Ora voglio solo tornare a lavorare».
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