Livorno, dopo 60 anni rinascono le Bibite Corallo: il progetto, la data chiave e dove saranno vendute
La spuma bionda Sovrana, Aranciata Preziosa, Corallo Cola stanno per rinascere: icone da bere che il 21 settembre saranno al centro di un grande evento per, poi, tornare anche nelle case dei livornesi
LIVORNO. Un sorso di memoria che torna a vivere dopo 60 anni. La storia che si stappa. Che di nome fa spuma bionda Sovrana, Aranciata Preziosa, Corallo Cola. Icone da bere che il 21 settembre saranno al centro di un grande evento per, poi, tornare anche nelle case dei livornesi. Da quella città dove tutto è cominciato. Ieri, come allora. Bentornate Bibite Corallo. E chi è cresciuto tra gli anni ’50 e gli anni ’70 se le ricorda bene le bottigliette verdi con le etichette liberty. Sulle spiagge, nei bar di quartiere, sulle tavole delle famiglie. Erano parte dell’immaginario urbano.
La novità
Ecco che Il Tirreno racconta un altro incredibile tassello d’epoca del percorso di rinascita delle nostre Terme del Corallo, premiate anche all’Esposizione Internazionale di Parigi nel 1904. È un progetto no profit, frutto di una collaborazione cittadina. Di una rete di associazioni innamorate della nostra storia liberty, delle sue bollicine, che grazie a loro tornano a vivere: sono Silvia Menicagli Terme del Corallo onlus, Simone Nannipieri Enoturistica, Alessandro Ciapini direttore Confesercenti provinciale. E tutto intorno un club di sostenitori e ambasciatori di questo recupero vintage che arriverà nei locali cittadini. E potrà parlare di Livorno al mondo, valorizzando la città attraverso uno dei suoi simboli dimenticati. «Dalle storiche bevande nate dalla costola dello Stabilimento delle Acque della Salute di Livorno, un progetto di rigenerazione dell’identità locale e di sostegno al recupero delle Terme del Corallo: la nostra associazione vuole essere un ponte tra ciò che le Terme sono state e ciò che potranno tornare a essere», così Menicagli, presidente di Terme del Corallo odv con grande orgoglio per questo sogno che si va a realizzare. Ma sul quale tanti dettagli sono ancora top secret. E aggiunge: «E per costruire quel ponte abbiamo bisogno anche di iniziative capaci di produrre valore, di coinvolgere persone, di creare relazioni e di mantenere vivo il legame tra le Terme e la città. Per questo abbiamo dato vita al progetto Bibite Corallo».Una storia che torna a essere raccontata. Gustata. Prodotta. Valorizzata. Così il 21 settembre nel giardino delle Terme, spettacolare creatura liberty dell’ingegner Angiolo Badaloni, il progetto sarà presentato alla città, coi locali che al momento hanno scelto di riportare queste storiche bibite sulle tavole dei livornesi.
Un marchio che rinasce
Nate a Livorno nei primi decenni del Novecento, le Bibite Corallo non erano semplici bevande: erano un simbolo popolare, familiare, estivo. Dopo decenni di oblio, il marchio rinasce con una nuova identità. Ieri. Bibite Corallo nasce come costola produttiva delle "Acque della Salute " , le celebri Terme del Corallo che stanno ricostruendo il loro futuro grazie ai lavori di restyling a step del Comune proprietario del monumento. A partire dagli anni ’20, con la diffusione dei soft drink, il marchio comincia a imbottigliare le sue prime bevande gassate: Chinotto, Limonata, Spremuta d’Arancia e Cedrata. Chiudere gli occhi e rivedersi a sorseggiare una "spremuta d’arancia Corallo". Perché no, pure un "Limone Corallo", bibita di puro succo naturale d’agrume. Ma quelle pubblicità vintage pensavano anche all’estate dei livornesi "Fa caldo", si legge, a fianco c’è il disegno di un sole. E poi "Rifornitevi subito della cassetta propaganda Bibite Corallo, costa solo L. 1000", Sì, proprio mille lire. Quelle di un tempo. Come raccontano quelle pubblicità.
Oggi. Ci si ispira alle pubblicità d’epoca, ricreandole in formato poster. Ci sarà un primo lancio di rinascita, con bottiglie di Spuma, aranciata, cola. «Tutti nomi ispirati alle Acque Corallo», sottolinea Simone Nannipieri presidente di Enoturistica.«Le Bibite Corallo sono uno di quei progetti a cui mi sono affezionato subito, forse perché dentro c’è molto di quello che provo a fare da anni con Enoturistica - continua - Partire da una storia vera, da un luogo, da una tradizione e provare a darle una forma nuova, senza snaturarla. È quello che abbiamo cercato di fare con Cappiello, con la Coppa Barontini, con la Biennale del Mare, con Vino in Scena. Progetti diversi, ma nati tutti dalla stessa convinzione: spesso non abbiamo bisogno di inventare nuove storie. Abbiamo bisogno di tornare a guardare quelle che abbiamo già, capirne il valore e trovare il modo di farle vivere di nuovo. Enoturistica, per me, è soprattutto questo. E vedere oggi le Bibite Corallo tornare davvero a Livorno, dopo essere state per mesi soltanto un’idea, ha qualcosa di profondamente emozionante. Perché questa volta la storia non la raccontiamo soltanto. La possiamo anche stappare».
Bibite-ambasciatrici
Questa volta si spinge l’acceleratore sul brand d’epoca nell’identità popolare della città. Si rilegge oggi, con le radici ben conficcate nello stile dei tempi. Indiscutibile. Identitario. Che può raccontare Livorno nel mondo e fare turismo. Promozione. Quindi recupero del nome. Della memoria. Quelle bibite iconiche come ambasciatrici, protagoniste di eventi sia locali che nazionali e oltre. Vendute in luoghi e realtà che decideranno di far parte di questa rinascita di memoria collettiva. «Confesercenti sostiene con convinzione il progetto delle Bibite Corallo, un’iniziativa che unisce commercio, identità e valorizzazione del patrimonio livornese», sottolinea il direttore provinciale di Confesercenti, Alessandro Ciapini. Che prosegue: «Un ringraziamento particolare va alle attività che hanno scelto di aderire al progetto, dimostrando sensibilità, attenzione al territorio e concreta volontà di contribuire alla rinascita delle Terme del Corallo. Attraverso l’acquisto e la successiva vendita delle Bibite Corallo, questi esercenti trasformano infatti la propria attività quotidiana in un gesto concreto a sostegno di un luogo simbolo della storia e dell’identità di Livorno». Tessuto commerciale protagonista. «È un esempio virtuoso di come il tessuto commerciale possa essere protagonista nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio della città», aggiunge. Così anche affiche, réclame, gadget che hanno seguito la vita dello Stabilimento delle Acque della Salute nella sua doppia anima di centro benessere e industria per l’imbottigliamento dell’acqua minerale da tavola e delle bibite analcoliche Corallo torneranno a vivere con anima no profit. Insieme alla loro storia di benessere, creatività e cultura popolare. «Questo è un primo test e se funzionerà aumenteremo la produzione - chiude Nannipieri - Il club dei locali è aperto a tutti quelli che vorranno partecipare: si parte con 10 per aprirci».
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