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Arte per l’ambiente: a Livorno c’è il gabbiano che bacchetta gli incivili

di Rosanna Harper
Arte per l’ambiente: a Livorno c’è il  gabbiano che bacchetta gli incivili

Alessandro Di Costanzo con lo street artist Failed Experiment. E poi le tante creature marine fatte col riciclo di Be Coot

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LIVORNO  Cavallucci, favolli, polpi, balene, pesci. E da maggio c’è anche il gabbiano per l’ambiente, che bacchetta gli incivili del rifiuto selvaggio. Fa la guardia sulla spalletta dell’Accademia, a due passi dal Chioschino. Sono le creazioni Be Coot firmate da Alessandro Di Costanzo, hobbista labronico con la passione per il disegno e i materiali riciclati. Restituisce forma e anima a quel che trova in giro, anche in spiaggia, creando un mondo di animali leggeri, colorati, divertenti, talvolta irriverenti.

«Le mie opere – spiega Di Costanzo, classe 1970 – rappresentano me stesso: ci riverso la mia anima, il mio modo di essere. I miei animali preferiti, vivendo a Livorno, sono sicuramente i pesci e i gabbiani».

Quello di Alessandro Di Costanzo è un catalogo vario e vasto che racchiude, in dodici anni di attività, piccole e grandi opere costruite con passione, tracciando linee e tagli che si ispirano alle forme e ai disegni realizzati dallo stesso hobbista. Animali portatori di messaggi, come il gabbiano eco che, da maggio, appunto, si trova sul muretto dell’Accademia: un’opera di street art che alla bellezza estetica unisce il tema della salvaguardia del mare e dell’ambiente.

«Il gabbiano – racconta la genesi dell’opera - è frutto della collaborazione con Failed Experiment. Ci siamo conosciuti e abbiamo deciso di realizzare il progetto al fine di sensibilizzare i livornesi verso alcuni problemi che riguardano anche la nostra città, come quello dell’abbandono dei rifiuti. Il gabbiano esorta i livornesi a portarsi via la spazzatura dopo aver trascorso una giornata al mare, senza lasciare rifiuti sugli scogli. Realizzare questo progetto è stato bello, un’esperienza molto apprezzata dai livornesi».

Di Costanzo, per dare forma alle sue opere, utilizza diversi tipi di materiali: legno, metallo, plastica, restituendo agli oggetti riciclati una seconda vita. «Iniziai con i legni spiaggiati che, però, avevano uno spazio di manovra un po’ obbligata e, successivamente, sono passato ai legni compensati con cui mi posso esprimere al meglio. Il tempo che dedico alle mie opere varia a seconda della dimensione degli oggetti e alla difficoltà del disegno: mi invento dei tagli “spaziali” pur di rispettare il disegno iniziale e poi eseguo il taglio». Tra le creazioni più richieste spicca il pesce trombetta che, decorato con una trombetta da bicicletta e da una nota musicale, la croma al posto della coda, prende ispirazione da una storia di Paperino.

Le creazioni di BeCoot si possono trovare sui banchi dei mercati dove Di Costanzo è presente, sui social, alle pagine Instagram e Facebook dell’hobbista del legno.

I prezzi delle opere variano a seconda della dimensione, Di Costanzo lavora anche su ordinazione. «Lavorare significa esprimere il mio mondo interiore, dare forma agli oggetti rappresenta tutta la mia vita, è un modo di rilassarmi e di scaricarmi. Sto vendendo tante opere, anche al di fuori dei confini livornesi. Il mio sogno? Mi piacerebbe che, in ogni famiglia, ci fosse un mio pesce a rallegrare gli animi».  l

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