Il Tirreno

Livorno

La storia

Livorno, coppia di livornesi si trasferisce in un paesino di 70 anime e apre due ristoranti e un ostello

di Stefano Taglione
In primo piano Gabriele Pistolesi e Carolina Tagliaferri
In primo piano Gabriele Pistolesi e Carolina Tagliaferri

Gli chef Gabriele Pistolesi e Carolina Tagliaferri, dopo esperienze di rilievo a Livorno e Tenerife, ora vivono a Vergemoli, in Garfagnana. Successi su successi con i loro "Vivi Verde", cucina "fusione", e "Vivi Lab", panini, pizze e primi: «Ci davano per spacciati, invece le attività stanno andando molto bene». E ora guidano anche l'unica struttura ricettiva

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNOA. Hanno vissuto a Tenerife, contribuendo all’avviamento di un nuovo locale. Poi nella loro Livorno, con esperienze da “Amedeo”, in via Mayer, al “Corner Bistrot” e al “Sassoscritto”. Infine, grazie a una persona conosciuta per caso, cambiato completamente vita e aperto un ristorante in un paese che d’inverno conta 70 abitanti. È Vergemoli, in Garfagnana. Un borgo che a luglio e agosto si ripopola timidamente e dove loro, anche quando fa freddo, rappresentano l’unico presidio. Ora arricchito anche da un ostello gestito sempre dalla coppia. Gabriele Pistolesi e Carolina Tagliaferri – chef livornesi di 29 e 27 anni, giovani eppure con una grande esperienza fra i fornelli – si sono buttati in un’impresa economico-culinaria che non ha precedenti. Investendo dove quasi nessuno avrebbe creduto. Tre anni fa, infatti, hanno inaugurato il “Vivi Verde Bistrot”, diventando un punto di riferimento della zona (e non solo) per la cucina “fusion”, bissando nel marzo scorso a Gallicano con il “Vivi Lab”, locale più pop «con pizze, primi e panini, in continua trasformazione», spiega Pistolesi.

A Vergemoli da qualche mese la coppia ha anche aperto un ostello, con prezzi alla portata di tutti. Nello stesso edificio, che fra l’altro è di proprietà comunale essendo il vecchio municipio, da meno di un mese sorge anche un bar che punta a presidiare sempre di più il borgo, come molti spopolatisi negli anni e ora frazione di Fabbriche di Vergemoli. Un circolo virtuoso partito grazie a “Vivi Verde”. «Tre estati fa – racconta Pistolesi – io e mia moglie avevamo deciso di metterci in proprio ed eravamo anche in trattativa per rilevare un ristorante in Venezia, a Livorno. Poi non se ne è fatto di niente e ci siamo presi un’estate di attesa». È in quei mesi che, dopo aver conosciuto una donna di Vergemoli, l’occasione è arrivata. E hanno deciso per il grande salto. «Questa signora – ricorda lo chef – ci ha raccontato che nell’ex palazzo comunale c’era un bar che di lì a pochi mesi avrebbe chiuso. Abbiamo quindi parlato con il sindaco, facendo presente che noi stavamo cercando un locale da avviare con un budget ben preciso, non elevato. Tutto si è incastrato nel migliore dei modi». L’apertura è stata un exploit già dall’inverno. «In tanti pensavano che non avremmo resistito – le parole di Gabriele – eppure siamo ancora qui. I feedback sono ottimi e le recensioni sono tutte positive. Abbiamo iniziato anche a dedicarci di più all’orto e assunto diversi dipendenti.

Con il nuovo locale di Gallicano, inoltre, riusciamo a dividerci bene: lì, in inverno, siamo sempre aperti, mentre a Vergemoli puntiamo sul fine settimana. D’estate, invece, lo siamo tutti i giorni in entrambi i posti e io sono un po’ “nomade”, vado dove c’è bisogno». Carolina è la chef di Vergemoli, mentre a Gallicano – come socio e cuoco – c’è Angelo Firmamento, palermitano di 28 anni. Tutti si sono conosciuti a Livorno. Per Pistolesi, l’apertura del locale, ha un sapore speciale. Non rappresenta solo il coronamento di un percorso fatto di studio ed esperienze. «Mio padre era un ambulante – rivela – ed è morto quando io avevo due anni. Desiderava aprire un ristorante». Lo ha fatto Gabriele: «È una grande soddisfazione veder andar bene ciò che hai costruito – prosegue – e fosse per noi faremmo anche di più, perché servirebbero più mani.Le tasse però ci impongono di limitare le assunzioni. Solo lo scorso mese in entrambi ristoranti abbiamo pagato 10mila euro di stipendi e seimila di contributi. Sono numeri importanti, i costi in Italia sono molto alti, parlo del lordo ovviamente».

Fondamentale per la buona riuscita dell’avventura imprenditoriale anche la mamma di Gabriele, Federica Franceschini, che con la sua bravura nel dipingere ha praticamente restaurato i locali e si è trasferita anche lei in Garfagnana. Aver rivitalizzato un paesino, di fatto, rimane la cosa più bella. Vergemoli è ora un borgo di 70 abitanti punto di riferimento del “fusion”. Gabriele e Carolina, partiti da Livorno per cambiare vita, dopo il trascorso alle Canarie stanno dimostrando che è possibile. Ampliandosi con un secondo locale insieme ad Angelo e inaugurando pure l’ostello, albergo per viandanti che ad esempio decidono di trascorrere qualche giorno fra la natura della provincia di Lucca. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In Primo Piano

La guida

Nuovo bonus bollette: quando entra in vigore, chi avrà lo sconto e come funziona

di Redazione web