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«La sua auto coinvolta nella rapina» - Medico truffato: via soldi e due Rolex

di Stefano Taglione
Un poliziotto delle volanti al lavoro (foto d'archivio)
Un poliziotto delle volanti al lavoro (foto d'archivio)

Bottino da qualche decina di migliaia di euro dopo il colpo in via Roma. Gli orologi avevano un valore economico molto alto

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LIVORNO. Hanno truffato un medico e sua moglie, portando via tutto. Anzi: facendosi consegnare tutto. Prima i due Rolex – orologi chiaramente dall’alto valore economico, ma anche affettivo – poi circa duemila euro in contanti. «La sua auto – le parole di chi ha chiamato al telefono fisso, un uomo che si è spacciato per ispettore di polizia – è rimasta coinvolta in una rapina. Ora bisogna fare due cose: lei deve andare all’Aci per sanare questa situazione, mentre noi passeremo da casa sua per verificare se i preziosi sequestrati, quelli che abbiamo recuperato, combaciano con gli altri che voi custodite in casa. Probabilmente sono vostri». Una scusa, una truffa in piena regola. Perché i malviventi, purtroppo, alla fine se ne sono scappati con un bottino da qualche decina di migliaia di euro.

Il blitz

Tutto è successo attorno alle 18 di giovedì 6 agosto, in un orario insolito per i truffatori, che solitamente agiscono in mattinata. Raro, infatti, che facciano certi blitz del tardo pomeriggio. Una variante, quella adottata stavolta, che purtroppo ha funzionato. Il medico livornese, che abita con la consorte in una villetta di via Roma, si è spaventato a tal punto da seguire pedissequamente le indicazioni del ladro, che dall’altra parte della cornetta lo guidava passo dopo passo, fingendosi appunto un ispettore della questura di via Fiume. Lo ha invitato ad andare all’Aci, l’Automobile Club d’Italia, perché solo lì avrebbe potuto sanare alcune irregolarità che, a suo dire, avrebbero riguardato anche altri mezzi, non solo quello coinvolto nella rapina mai avvenuta. Il contatto non si è mai interrotto, con l’interlocutore che ha sempre tenuto al telefono il dottore. Nel frattempo, riuscendo a guadagnare la sua fiducia, lo ha persuaso facendosi dare pure il numero di cellulare della moglie, prontamente chiamata da un complice. A quest’ultima, l’altro truffatore, ha chiesto di mettere da parte tutto l’oro che aveva in casa, mentre probabilmente il marito stava andando negli uffici della delegazione Aci labronica: «Bisogna verificare la corrispondenza dei preziosi, li raduni che ora passa un nostro collaboratore e verifica tutto». La signora, purtroppo, ha seguito passo passo le indicazioni e ha messo in bella mostra i due Rolex e i soldi, anche questi per essere controllati, in attesa dell’arrivo del ladro. Che ha poi suonato al campanello, è entrato in casa, si è fatto consegnare il tutto ed è fuggito.

L’arrivo della polizia

La famiglia, purtroppo, si è resa conto del raggiro troppo tardi. Ormai, il terminale finale della banda, si era allontanato. Sul posto, attorno alle 18,30, sono intervenuti gli agenti della Squadra volante della questura, che hanno ascoltato le parole del medico e la moglie.

Le indagini

Nell’abitazione, purtroppo, non ci sarebbero telecamere funzionanti. La speranza è che vi siano impianti di videosorveglianza utili nel circondario. A indagare ora sono i colleghi della Squadra mobile. A loro spetterà dare un volto e un nome ai vari malviventi coinvolti nella truffa, sia coloro che hanno chiamato al telefono, sia chi si è presentato alla porta, se diverso da loro.

I consigli

Lo schema utilizzato da queste bande purtroppo è collaudato. Poliziotti e carabinieri, spesso nei centri anziani, cercano di incontrare a più riprese la popolazione sensibilizzando su cosa non fare in questi casi. Spesso è una telefonata concitata che annuncia un grave incidente stradale o l’arresto imminente di un figlio o di un nipote, chiedendo subito denaro o gioielli per evitare conseguenze penali. Seguire poche regole fondamentali può fare la differenza per fermare i raggiri. Diffidate dalle telefonate d’urgenza: nessuna forza dell’ordine, avvocato o assicuratore chiama a casa per chiedere pagamenti immediati in contanti o in oro per liberare un parente fermato. Non consegnate mai oggetti di valore: non aprite mai la porta a sconosciuti che si presentano a domicilio per «ritirare la cauzione» per gli oggetti preziosi, neanche se dicono di essere mandati dalle forze dell’ordine. Prendete tempo e verificate: se ricevete una chiamata sospetta, riattaccate subito. Chiamate direttamente il parente interessato per accertarvi delle sue condizioni usando un numero in vostro possesso. Controllate la linea telefonica: spesso i truffatori la mantengono occupata senza riagganciare per impedire che facciate altre chiamate. Verificate che il segnale sia libero prima di fare un’altra telefonata o usate il cellulare. Solo così si possono fermare. 

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